Le serie tv, i film, i videogiochi, i libri: tutto sembra far tornare in auge le intelligenze artificiali e i robot. Al tempo dei grandi romanzi di Asimov (ideatore delle leggi della robotica) i robot erano considerati l’avvenire. Si pensava che nel 2000 avremmo avuto robot al nostro servizio, che la nostra civiltà sarebbe stata quella dell’avvento dell’intelligenza artificiale. Ma così non è stato, nonostante i grandi passi in avanti della scienza e della tecnologia.

I robot attuali e le intelligenze artificiali sviluppate, sono molto lontane dall’essere umano e da come vorremmo che fossero i robot, anche se abbiamo sviluppato dei videogames meravigliosi, dotati di intelligenza artificiale. La difficoltà sta nel creare qualcosa in più dei compiti soliti e delle mansioni attribuibili a un robot.

Gli umani per ora hanno un grande vantaggio. Il primo dei quali è che i robot sono una loro creazione. Essi dipendono da un interruttore o comunque da un generatore elettrico costruito e rifornito dall’uomo, senza di questo non esisterebbero. Ma se per effetto di una serie di concause, i robot (le macchine) riuscissero a rendersi indipendenti energeticamente, come in Matrix, a che punto sarebbe il rapporto tra i due esseri? Innanzitutto il cervello umano è molto sviluppato. La capacità di pianificazione del nostro cervello è tale da concepire in modo matematico e logico eventi e condizioni del futuro. Milioni di neuroni si collegano tra di loro formando un’intelligenza viva, speciale, in grado di spedire un uomo sulla Luna o di creare nuova materia.

I computer al contrario sono molto lineari, eseguono operazioni programmate da algoritmi, i quali possono prevedere milioni di combinazioni. Tuttavia al di fuori di queste combinazioni vi è un’eccezione, un errore non previsto che può mandare in pappa il cervello artificiale. Pensate al sistema operativo di un computer: quando si inceppa avviene per un errore logico inaspettato, ovvero per una condizione nuova che il sistema non si aspettava di dover eseguire. L’uomo è molto più flessibile alle novità e sa adattarsi fino a contemplare cambiamenti evoluzionistici nel tempo.

I computer e i robot rispetto all’uomo hanno una capacità di calcolo molto superiore. Grazie ai computer possiamo tracciare le traiettorie delle sonde che ci portano ad esplorare nuovi pianeti. Eseguono miliardi di calcoli in pochi secondi. I grandi computer per la previsione dei modelli climatici sono in assoluto i più efficienti calcolatori mai creati.

La velocità di calcolo è importante: un computer può operare multitasking se gli viene comandato di farlo. Ma la potenza di processore è tutta a favore dell’uomo. Non c’è praticamente distanza in termini di potenza tra il pensare e l’agire. Quando decido di sollevare un braccio lo sto già facendo, grazie alla velocità degli impulsi elettrici. Tuttavia anche il pensiero umano è molto più vario e stimolante e in grado di offrire soluzioni alternative. In definitiva, benché l’intelligenza artificiale sia un obiettivo della scienza e della tecnologia, dobbiamo ammettere che noi siamo un miracolo dell’evoluzione e che dipenderà dalla nostra evoluzione il futuro delle macchine. A meno che non siamo su Matrix e non ci siamo ancora resi conto di nulla.