Molti commercianti online lamentano problemi di conversione. Ricevono traffico che non riescono a mutuare in vendita. Spesso le motivazioni di questa mancanza di performance sono evidenti. Alcune davvero così comuni che non serve invocare l’aiuto di un esperto.

In un mondo ad alta velocità come il nostro il digital divide si esprime anche nella capacità di risposta di un server, non solo nella velocità di download della nostra linea ADSL. Un caricamento lento di un sito e-commerce è la ricetta per il fallimento, sicura. Il rallentamento delle prestazioni del sito può variare da caso a caso. I navigatori trovano il ritardo nell’aprire un sito una scocciatura, un sito che non si apre velocemente è come un negozio introvabile nonostante le indicazioni. Tutti i segnali della rete portano a concludere che siamo di fronte a una rivoluzione della velocità: ricerche in decimi di secondo, connessioni con la super fibra, smartphone in grado di navigare sul web in 4G. Google per esempio ha notato che una risposta lenta pregiudica le connessioni, pertanto è letteralmente impegnata su ogni fronte per migliorare le prestazioni della rete, promuovendo delle connessioni super veloci. La difficoltà di caricamento oggi non solo influenza il posizionamento dei siti sul motore di ricerca, ma ha un diretto impatto sulla conversione in acquisto dei visitatori. Un sito che si apre lento e che comunque lasciamo aprire con tanta pazienza, ha già ricevuto una cattiva impressione.

Quando apriamo un sito lento il prezzo che poteva sembrare vantaggioso è già considerato non proprio tale per effetto della frustrazione ricevuta. Inoltre, con l’apertura lenta pensiamo immediatamente che il sito sia poco affidabile. Che il procedimento di acquisto possa incepparsi e andare male facendoci perdere dei soldi. Inoltre dice tutto sulla cura messa, potrebbe essere vecchio e abbandonato. La perdita dei soldi è un motivo psicologico estremamente forte, superiore a quello del guadagno.

Spesso per ovvare ai problemi di un sito lento, soprattutto di un e-commerce, bisogna far verificare le impostazioni del server, i cambiamenti in quest’area possono produrre risultati eccezionali dal punto di vista della velocità.  Potrebbe essere necessario un content delivery network, cioè un sistema che consente di far passare lo scaricamento del sito da un nodo internet ottimale, scegliendo sempre la soluzione più veloce. Spesso il rallentamento dipende dalle limitazioni di banda e di spazio che derivano dagli accordi con l’hosting provider: aumentare entrambi non guasta. Molto spesso i problemi di lentezza derivano dall’utilizzo di codici e markup, script e soluzioni di design molto invasive e pesanti. Spesso capita di vedere siti che eseguono script molto carichi, oppure slider che scorrono con immagini di diversi MB non adatte al web. L’attenzione verso la programmazione e il linguaggio di scrittura del sito aiuta: bisogna ridurre il numero di chiamate richieste lato-server per il PHP, Python o Ruby. O ottimizzare le soluzioni lato-client come il codice html, il css e l’utilizzo degli JavaScript. In sistemi che utilizzano dei CMS come WordPress, Joomla, Magento è opportuno impostare la cache, per ridurre i tempi, utilizzando anche dei metodi di compressione per tutte le parti non dinamiche.