La prossima volta che siete in un luogo pubblico, ad esempio un parco, una stazione, un ristorante, prendetevi qualche secondo di tempo per guardarvi intorno. Fate uno studio analitico del panorama faunistico. Troverete poche persone che stanno conversando, mentre la quasi totalità avrà il capo chino su un tablet o uno smartphone.

I progressi della tecnologia ci stanno portando a un uso poco proficuo del tempo. Grazie a smartphone, tablet e notebook, grazie allo sviluppo della rete di connessione dati in wi-fi siamo praticamente sempre connessi. Stiamo comunicando in tutti i modi ciò che stiamo facendo o che dobbiamo fare, sfruttando questo meccanismo dell’essere sempre collegati a qualcuno, come se il mondo fosse diventato un gigantesco network.

Gli studiosi dicono che stiamo perdendo altri tipi di comunicazione rispetto a questi moderni: ad esempio la conversazione faccia a faccia. In verità l’istinto di comunicare personalmente è sempre stato presente nell’uomo fin dai tempi delle pitture rupestri. Quasi sempre, ciò che oggi consideriamo arte, era la descrizione di una scena quotidiana, ad esempio una battuta di caccia. Però i critici di questo nuovo modo di comunicare non mancano. Gli scambi tra persone via internet non sono la stessa cosa che le conversazioni faccia a faccia. Sono interazioni di topo elettroniche, in genere più brevi e fredde di quelle tra persone, dove invece si inseriscono elementi relativi al linguaggio del corpo, come la gesticolazione, il tono della voce, le espressioni facciali.

I ricercatori dopotutto concordano nel dire che passiamo troppo tempo sui nostri dispositivi elettronici. I giovanissimi di oggi, nella fascia 8-18 trascorrono sette ore e mezzo della giornata su tablet, dispositivi elettronici adatti all’età, videogames e computer. Sono più ore davanti a questi dispositivi che al materiale didattico classico. Inoltre dato che questi oggetti sono multitasking, ovvero consentono di fare delle cose contemporaneamente a delle altre, le ore di impiego reali salgono ad 11 appresso a questi dispositivi. Non è raro che mentre un ragazzo gioca al computer, nello stesso istante ascolti musica dal tablet e chatti con un amico su WhatsApp o su Facebook.

Gli studiosi dicono che le comunicazioni digitali sono importanti, perché aiutano a padroneggiare le tecnologie della prossima generazione. Ma non hanno effetti benefici come le conversazioni vis-a-vis. Una conversazione a parole ha effetti reali sul benessere generale. Socializzare è il più grande anti-depressivo e farlo in un ambiente coinvolgente, di persona, aiuta a superare i momenti brutti e a sfogarsi, molto più che scrivendo dei caratteri e aggiungendovi una emoticon.