Nell’articolo precedente dedicato al mondo della registrazione in studio, abbiamo parlato della registrazione della base musicale. In questo nuovo articolo parliamo della registrazione della parte cantata. Se con uno strumento elettronico si alimenta direttamente un mixer si ottiene un suono molto secco e privo di ambiente – anche se in seguito si potrà aggiungere il riverbero artificiale. Ciò può essere proprio quello che desidera il produttore, che nello studio di registrazione è il signore incontrastato dell’arrangiamento dei suoni. Si possono provare altre sistemazioni dei microfoni fino a che non si ottiene esattamente il suono desiderato. Sir George Martin, il leggendario produttore dei Beatles, era un maestro riconosciuto nell’organizzazione degli studi, soprattutto nel posizionamento dei microfoni e nel bilanciamento dei volumi. Le registrazioni discografiche dei Beatles sono scintillanti rispetto al sound dei loro contemporanei, nei quali si segnala la mancanza di profondità e ambiente, anche in dischi molto famosi. Di fatto, il livello di eccellenza raggiunto nelle registrazioni di Abbey Road (1969) divenne lo standard per successivi capolavori come Who’s Next degli Who (1971) e The Dark Side Of The Moon (1973) dei Pink Floyd.

Sound-and-Vision-Pink-Flo-009Le chitarre ritmiche vengono generalmente registrate su una pista digitale successivamente, e i musicisti, mentre suonano la loro parte, possono ascoltare per mezzo delle cuffie ciò che è stato già registrato. Spesso, contemporaneamente, si registra su una pista provvisoriamente la voce solista, per seguire da guida ai chitarristi e aiutarli a seguire l’interpretazione della canzone. Non è raro poi che il chitarrista principale sia anche il cantante, come nel caso di John Lennon, David Gilmour, Kurt Cobain, Billie Joe Armstrong. Questa pista vocale sarà poi utilizzata nuovamente, quando saranno stati registrati tutti gli strumenti. Con questi mezzi si possono realizzare arrangiamenti musicali molto complessi, in cui le tecniche microfoniche e i livelli di registrazione possono essere modificati per ciascun strumento, allo scopo di ottenere il suono desiderato. E’ in questo frangente che si distingue un ottimo lavoro di produzione da uno pacchiano. Due esempi da rock classico: quando McCartney scrisse Yesterday era convinto che ci fosse bisogno di una partitura di archi, ad accompagnare la chitarra classica. Ma non voleva che i violini fossero preponderanti, non voleva ottenere un suono mieloso che andasse ad intaccare la quasi perfezione della coppia voce / chitarra. Per questo motivo diede esplicitamente delle istruzioni a George Martin, sia per quanto riguarda le note, sia per la produzione. Un altro esempio: Comfortably Numb dei Pink Floyd è sicuramente famosa per essere un archetipo rock, con degli assoli di chitarra ben strutturati sulla scala pentatonica. Tuttavia un orecchio attento può accorgersi dell’orchestra che suona in sottofondo, conferendo alla canzone quel tratto malinconico che è tipico del gruppo, ma che è perfetto come contraltare del suono potente della chitarra. La canzone è un dialogo non solo nel testo, ma anche nella partitura e questo va a merito dei produttori, che qui sono gli autori della canzone e Bob Ezrin, altro celebrato mago degli studi di registrazione.

Il mixer costituisce uno strumento di registrazione assai flessibile in quanto consente di mandare nelle cuffie degli esecutori i segnali provenienti dai campioni preregistrati o dal microfono. In questo modo i musicisti hanno sempre la sensazione di suonare su qualcosa di compiuto, che ha un senso e che non è solo base ritmica più parte solista.