Quando si ingrassa il primo imputato è il cibo. Non c’è alcuna dieta dimagrante che funzioni se non prevede un taglio dell’introito calorico. Il problema del dimagrimento è dovuto al fatto che il cibo per noi è essenziale. Il cibo in termini tecnici è pura energia. Secondo il dettame di Einstein è materia che trasformiamo in energia, tramite complessi meccanismi cellulari, che portano il nostro organismo a sfruttare le calorie presenti negli alimenti. Il concetto di caloria è totalmente energetico: pensiamo alle calorie come alla benzina. Se mettiamo troppa benzina la macchina si appesantisce. Si crea una riserva che utilizzeremo in futuro. Il fatto è che le calorie sono contenute in modo diverso nel cibo: una fetta di torta è molto più calorica di una pentola di cavolfiori. Quando si ha fame possiamo divorare un’intera pizza, che può arrivare a contenere circa 1000 calorie, a seconda degli ingredienti impiegati. Il processo più riconoscibile a occhio nudo è l’aumento del peso. Basta osservarsi allo specchio dopo qualche settimana di stravizi (troppi dolci per esempio) che notiamo subito qualcosa che non va nel nostro corpo: abbiamo messi dei centimetri di grasso attorno alla vita oppure sui fianchi. In questo caso vuol dire che abbiamo raggiunto un livello oltre il quale il corpo non consuma del tutto le calorie che stiamo assumendo, ma crea una riserva, un deposito per il futuro. Il discorso è così semplice che si può riassumere in una frase: ogni volta che si creano degli accumuli di grasso, il nostro corpo non ne ha bisogno. Ergo: stiamo mangiando in più di quello che ci serve per vivere. Perché senza cibo si può stare, ma per poco tempo. È giusto alimentarsi bene, in rapporto allo stile di vita che conduciamo.

popcorn-731053_640Se svolgiamo un lavoro molto faticoso potrebbero essere necessarie 2500 calorie al giorno, anche 3000, perché tanto se ne bruciano abbastanza per rimettere in pari la bilancia tra entrate e uscite. Diverso è il discorso se facciamo un lavoro sedentario: il rischio di ingrassare è molto più alto in quanto la nostra attività quotidiana non brucia abbastanza calore, creando un surplus che va a depositarsi nelle zone che ben conosciamo. Per questo si dice anche che l’esercizio fisico è fondamentale. Ma teniamo conto che l’uomo nella sua storia milionaria, ha cambiato abitudini solo da 300 anni. Fino a 300 anni fa si svolgevano lavori più usuranti, la vita era più difficile, ci si doveva riscaldare di più e si faceva molto più movimento. Pensiamo solo a un operaio in una fabbrica del 1800 senza catene di montaggio e senza robot ad assisterlo. Oppure al contadino o al mercante che doveva viaggiare molto, spesso camminando da un posto all’altro, dove non era agibile usare la carrozza. I “grassi” erano solo i ricchi, tanto che la pappagorgia era sinonimo di benessere, oggi non è più così: in sovrappeso ci sono tutti, in quanto la maggior parte dei lavori oggi non richiede un dispendio di energie. Perciò più che fare esercizio – importante sotto tutti i punti di vista – quando si dimagrisce è bene mangiare di meno, anche drasticamente.

Molte persone pensano che per dimagrire basti trasformare la massa grassa in massa magra, ma questo non succede. La massa grassa semplicemente la si consuma quando al corpo viene negato il cibo. Se dimagrisco è perché sto consumando di più di quello che necessito. Ma c’è un punto di equilibrio e i nutrizionisti lo individuano nel giro vita e nel grasso viscerale: se si possiede dell’adipe intorno all’addome occorre dimagrire, anche per la sua pericolosità. Se non lo si possiede e si è magri bisogna continuare con la dieta che si persegue, a patto di mangiare cibi sani.