Pompei ed Ercolano non sono le uniche città antiche dell’epoca romana, che conservano dei tesori d’arte. Viaggiando in Campania, merita sicuramente attenzione Pozzuoli, grosso centro dei Campi Flegrei, con oltre 80.000 abitanti che fa parte della città metropolitana di Napoli. La moderna Pozzuoli nacque intorno al 1600, sulle radici della fiorente città romana, che in zona ospitava un porto centro di scambi commerciali con l’interno. Era stata distrutta da un terremoto e fu sede, come si sa, del primo tratto ferroviario in territorio italiano, quando era già un centro importante del Regno borbonico.

Per i fenomeni vulcanici e bradisismici del suolo, parte dei monumenti antichi della città (insieme a Baia) si trovano sepolti o semisepolti sotto il livello del mare. Questa fortuna è per esempio toccata all’antico porto della città, del quale oggi si riescono a vedere almeno tre bacini, dipende se il mare è calmo. Il molo romano nascosto riguarda forse lo scalo dei tempi di Augusto, che fu completato e restaurato sotto Antonino Pio, al quale pertanto fu innalzato un arco onorario. Nelle stesse condizioni è il Macellum, che per errore viene definito Tempio di Giove Serapide, per la presenza di una statua di Serapide che fu rinvenuta durante gli scavi. A dire il vero esso era un mercato di alimenti commestibili, uno dei meglio conservati dell’epoca romana che testimonia la fioritura del centro e il suo intenso traffico. Costruito al tempo dei Flavi, in particolare sotto Vespasiano, fu restaurato nell’epoca degli Antonini e ancora dopo nel periodo dei Severi. È composto da un’area quadrata porticata, con l’ingresso rivolto verso il mare, intorno alla quale si aprivano alternativamente sul cortile centrale e su un corridoio esterno le botteghe; dalla parte opposta all’ingresso c’erano quattro grandi colonne, mentre al centro svettava un’area circolare detta tholos, costituita da ben 16 colonne.

A causa del fatto che ci troviamo in una zona altamente sismica e vulcanica, il tempio ha subito danni e modificazioni, anche nel livello di terreno su cui si trova. Il bradisismo ha seguito, nel corso dei secoli, un andamento prevalentemente discendente, che in qualche occasione ha mutato direzione, registrando cospicui innalzamenti del suolo, che causarono gravi disagi alla popolazione. I Campi Flegrei sono un grosso vulcano sotterraneo, tecnicamente una caldera, esattamente come quella di Yellowstone, causa anche dalla fertilità del terreno che da millenni attira gli stanziamenti umani.

Nella parte alta della città si trova l’anfiteatro grande, il terzo dopo il Colosseo e l’Arena di Verona, per importanza, interessante per i sotterranei che servivano ai gladiatori e agli acrobati, nonché alle belve, prima di comparire sul suolo, davanti a un pubblico festante che poteva raggiungere la capienza di 40.000 unità. Costruito sotto Vespasiano, era considerato uno dei centri di maggior attrattiva della zona, spesso frequentata da ricche famiglie romana e già densamente popolata. Di epoca augustea è invece l’anfiteatro piccolo, di cui rimangono rovine, come pure abbiamo dei resti delle terme e di vari altri tempi, spesso innalzati nella stessa epoca o in onore dello stesso imperatore, che amava queste zone e spesso soleva trascorrervi le estati. Pozzuoli fu un porto strategico anche dal punto di vista della difesa, fino alla sistemazione del porto di Ostia. Fino all’epoca di Caligola in sostanza era il principale scalo merci della penisola, poi divenne principalmente un centro di villeggiatura.