Davvero siamo fatti della stessa materia di cui sono fatte le stelle? Bene, non precisamente, ma ormai è noto che noi essere umani siamo fatti di stelle. Gli elementi che compongono il nostro corpo sono stati forgiati in tempi remoti in quelle grandi fornaci nucleari che sono le stelle. Molti degli elementi più antichi risalgono all’epoca del Big Bang, ma dal momento che la materia si ricicla, non si distrugge, e che è in sostanza una forma diversa dell’energia, essi sono serviti a ricreare galassie e stelle che poi hanno dato la vita a noi.

Ma come si formano gli elementi base che fanno parte della vita e che ritroviamo nel nostro organismo? A spiegarlo è il processo della formazione, della vita e della morte delle stelle. Il Big Bang come abbiamo detto è all’origine di tutto. Esso ha formato nubi dense di idrogeno ed elio, che per effetto della forza di gravità si sono condensate a formare stelle e galassie. Sufficienti pressioni hanno tenuto insieme questi elementi, dando vita insieme al potente calore formato dalla grande esplosione a delle reazioni di fusione nucleare costante. In pratica, le stelle.

La formazione degli elementi

All’interno delle stelle l’idrogeno è il componente principale, ma non rimane inerte. Per effetto della potente combinazione di gravità, pressione e calore, esso si trasforma in elio attraverso la fusione degli atomi di idrogeno. Nel corso del tempo dunque una stella brucia idrogeno trasformandolo in elio. Ma non si ferma qui: è una fusione incontrollabile che fonde tutti gli atomi, compresi quelli di elio. Dall’elio, infatti, che è il secondo elemento più semplice dopo l’idrogeno, le stelle iniziano a formare carbonio, azoto e ossigeno. Sono elementi ben noti nel mondo organico.

Però non finisce qui. Le stelle non sono tutte uguali. Ce ne sono alcune di gigantesche che possono produrre elementi ben più complessi. Mentre una stella invecchia, se la sua massa è abbastanza rilevante, può arrivare a produrre un elemento pesante come il ferro, che ha numero atomico 26. In sostanza, a partire dall’idrogeno – numero atomico 1 – una stella è in grado di fondere in scala sempre più maggiore gli atomi, fino ad arrivare al ferro.

Giunti a un punto critico non rimane più materia da bruciare, da fondere e pertanto abbiamo solo un potente rilascio di energia. Quando la stella termine il proprio combustibile essa collassa, rilasciando nello spazio gli elementi pesanti che ha trasformato durante la sua lunga vita.

Le supernove

nebulosa del granchioLe stelle massicce cessano la loro esistenza in disastrose e colossali esplosioni, chiamate supernove, che in pratica a loro volta innescano delle fusioni nucleari fondamentali per fondere elementi più pesanti del ferro. Le supernove quindi rilasciano nello spazio gli atomi pesanti, che poi ritroviamo in giro nello spazio, nelle galassie, nel nostro sistema solare, esattamente in percentuale alla loro “difficoltà di creazione”. Un elemento radioattivo pesante come l’uranio ad esempio – numero atomico 92 – è rarissimo nel nostro pianeta. Mentre elementi come l’idrogeno, il carbonio e l’ossigeno sono alla base della vita sulla terra. L’azoto ad esempio si trova nel DNA e nelle proteine, per non dire di elementi come il calcio, che possediamo nei denti e nelle ossa o il fosforo che è anche presente nel DNA.

Dunque, siamo effettivamente fatti di polvere di stelle ed è grazie ad esse che la vita si ricrea. Infatti, uno dei prodotti di scarto delle supernove sono le nubi stellari che portano nel tempo alla formazione di nuove stelle (le nebulose, come quella del Granchio, in foto), addensandosi e raggiungendo quel punto critico di gravità che consente loro di creare un nucleo e avere temperature e pressioni sufficienti per creare un nuovo corpo celeste.