La fatturazione elettronica è ormai diventata legge a tutti gli effetti; eppure i timori e lo scetticismo da parte delle piccole e medie imprese verso la digitalizzazione della fattura sono ancora molti. I motivi vanno rintracciati in una serie di fattori per lo più legati a stereotipi e a stili di lavoro ormai consolidati nel tempo e per questo anche un po’ difficili da abbandonare

Perché le PMI non si fidano della digitalizzazione?

A prima vista sembrerebbe che le imprese considerino poco rilevanti i limiti possibili che derivano dall’adozione della fattura elettronica: solamente il presunto costo della tecnologia e del servizio della fatturazione elettronica potrebbe costituirne una baniera d’adozione per un’impresa su due del campione (49% delle imprese rispondenti). Segue la scarsa diffusione dello strumento tra i partner commerciali, considerato un limite rilevante per il 41% del campione, tutte le alte barriera di natura tecnologica, quali il rischio di una tecnologia complessa, non chiara e i cui benefici siano difficilmente misurabili, assumono importanza solamente per il 30%, e anche per percentuali minori, delle imprese rispondenti. Il limite che viene meno considerato è la difficoltà a reperire un fornitore affidabile (22%). Un’osservazione riguardo a tali dati e tuttavia dovuta. I motivi di questa “apertura” nei confronti dello strumento della fatturazione elettronica possono posizionarsi a due esterni opposti: o un’inclinazione incondizionata alla dematerializazione dei processi amministrativi, oppure una scarsa presa di coscienza riguardo alle criticità che si potrebbero riscontrare.

I timori delle PMI verso la fatturazione elettronica

Se le imprese rispondenti dovessero posizionarsi verso questo secondo polo, verrebbe confermata l’ipotesi secondo la quale le piccole-medie imprese non sono “bloccare”, alla fase d’avvio del processo decisionale, dalla percezione di limiti concreti dell’adozione della fatturazione elettronica, bensì, facendo un passo indietro, non abbiano neanche preso in considerazione l’opzione e quindi non abbiano valutato coscienziosamente i rischi e benefici di tale percorso. La dematerializzazione tour court dei documenti amministrativi sere. era infatti “intimorire” le imprese più di ogni altra eventuale criticità economica, tecnica od organizzativa legata ai processi di digitalizzazione amministrativa. Il limite della durata “tecnologica” dei supporti di memorizzazione è rilevante per il 72% delle imprese rispondenti; seguono i timori riguardo a possibili danneggiamenti del supporto informatico nel lungo periodo (69%) e la resistenza organizzativa al passaggio da una gestione cartacea ad una gestione immateriale dei documenti, limite considerato rilevante dal 65% delle imprese rispondenti. In poche parole: la stampa su carta dà sicurezza, consente di maneggiare agevolmente i documenti ed è considerata un supporto sicuro e immutabile nel tempo, adatto quindi alla conservazione della documentazione aziendale.