xfactorLe eccezioni si contano sulle dita di una mano, per ogni Emma, ogni Mengoni, ogni Annalisa ci sono decine di vincitori e finalisti di talent show che si perdono nel nulla. Il primo motivo è che i talent si comportano non come produzioni televisive, ma come management musicali e dell’immagine a tutto tondo. Per questo motivo, il cantante diventa subito oggetto di un’attività lucrosa di marketing, volta a sfruttarne al massimo la popolarità in un determinato periodo.

Nel complesso però non viene curata minimamente la parte più importante: cioè il talento. In genere, un vero talento, ad esempio un autore compositore con una voce interessante, può cercare altre strade per essere famoso, ma il talent aiuta e non poco. Tuttavia, quando entra nel meccanismo, si rende conto che di ciò che faceva prima è rimasto ben poco. Un De André oggi in un talent sarebbe sonoramente bocciato, se insistesse con la sua musica e i suoi testi, ma opportunamente ritoccato dal management potrebbe andare avanti per qualche mese.

Per cui il motivo principale del fallimento di quasi tutti i partecipanti è dato dallo scarso talento. Non si presentano band che hanno fatto la gavetta nei locali, che suonano dal vivo da anni. Anzi, spesso gli strumenti sono aboliti a tutto favore dell’interpretazione, ma una buona voce e una buona presenza non bastano per andare avanti. Se la ragazza è carina e ha una voce gradevole avrà sicuramente un aiuto. Se la ragazza non è bella, ma ha una voce come quella di Susan Boyle può andare avanti (a proposito, chi l’ha più vista la Boyle?), ma non dura per sempre, soprattutto se il cantante non ha la capacità di fare quella cosa che serve davvero per emergere: scrivere belle canzoni.

Le produzioni e gli arrangiamenti sono quasi tutti uguali, i produttori procedono rischiando meno, cercando delle coppie di Marco Mengoni, di Alessandra Amoroso, di Emma e di Annalisa. Ma ovviamente il giochino dura finché dura la moda. Inoltre la gestione di un talento ha molto a che fare con l’immagine e poco con la musica, anche se alla fine è questa a determinare il successo e le vendite. Il management tenta di imporre l’immagine ovunque, ci sono cantanti che non vogliono altro che apparire in uno spot, magari come colonna sonora, per assicurarsi una visibilità extra. Teniamo conto anche che i numeri delle vendite sono elevati, ma si riducono ai download digitali, le cui royalties basse costringono i cantanti a stare in tour per mesi interi, al fine di mantenere un certo stile di vita (capita ai gruppi migliori e ai best-sellers mondiali, figuriamoci in Italia). Essere in tv diventa fondamentale ed è sempre il management del talent a decidere, richiedendo esclusive e alla fine limitando e non poco le potenzialità di successo di un cantante. Per cui c’è sempre il rovescio della medaglia.