La storia dell’elio, un gas incredibilmente diffuso nello spazio, ma molto raro sulla terra. Se riempite un palloncino di elio esso volerà in aria leggero.

L’elio è più leggero dell’aria e viene sfruttato abilmente da tutti i meteorologi per ricevere informazioni basilari su pressione e atmosfera, temperatura e grado di umidità, grazie a dei rilevatori attaccati a un pallone sonda. Quanto l’elio sia raro lo dimostra la tragedia del dirigibile Hindenburg nel 1937, a New York. Esso era stato riempito di idrogeno, anch’esso più leggero dell’aria, ma altamente infiammabile: l’elio non si trovava così facilmente da permettere uno sviluppo commerciale. L’elio si trova come gas naturale sottoterra, a grandi profondità, in forma di gas inerte. Esso comunque è quasi del tutto scomparso per l’utilizzo estensivo fatto con i palloncini, compresi quelli per le feste, che danno quella voce strana che fa ridere. Gli esperti, vista l’importanza del gas come agente di raffreddamento, vorrebbero vietarne la vendita per motivi di intrattenimento.

eliopallonciniL’elio è usato come agente di raffreddamento a causa del più basso punto di fusione che possiede rispetto a tutti gli altri elementi. In parole povere, l’elio diventa liquido solo ad estreme temperature, rendendolo ideale come fluido di raffreddamento. Altre sostanze a questa temperatura avrebbero ghiacciato molti gradi prima, rendendo impossibile distribuirle attraverso dei tubi di canalizzazione. Il raffreddamento è fondamentale in equipaggiamenti dotati di super conduttori, come il caso dei macchinari per la risonanza magnetica negli ospedali. A scoprire le capacità di raffreddamento dell’elio fu il premio Nobel Heilke K. Onnes, olandese, nel 1908.

L’elio, oltre che in forma rara sul nostro pianeta, si trova invece in abbondanza nelle stelle e come tutti gli elementi si forma all’interno delle stelle. Gli astrofisici all’inizio pensavano che potesse trovarsi solo sul Sole e nelle altre stelle, formato dalla reazione nucleare di fusione dell’idrogeno, ma evidentemente si sbagliava. L’elio è il secondo gas più presente nello spazio, pur conoscendone noi una piccola frazione. Sulla terra è solo l’elemento n. 71 in ordine di frequenza. Ma come mai la nostra tonalità di voce si alza quando respiriamo l’elio? Per quanto buffa, la diversità della voce ha una motivazione scientifica: l’elio è meno denso dell’aria e il suono all’interno delle corde vocali si propaga a una velocità tre volte superiore a quella con la quale si propaga nell’aria. Il risultato è una vibrazione più intensa delle corde vocali, che produce il caratteristico suono stridulo, tipico delle alte tonalità.