Gli orologi stanno conoscendo una fase di rilancio, che segue il grande crollo delle vendite subito dalla diffusione dello smartphone. L’orologio è poco diffuso tra i giovanissimi, apprezzato dagli uomini come capo distintivo di moda. Per questo motivo non può sorprendere che prima la Apple e poi Samsung, stiano tentando di entrare in questa nicchia di mercato giovanile con lo smartwatch. Uno strumento che riunisce le funzioni di uno smartphone e di un orologio. Gli orologi digitali sono diffusi dagli anni Sessanta, anche se i primi esperimenti di orologi a elettricità, cioè indipendenti dal classico meccanismo a corda, risalgono ai primi anni dell’800 con i lavori pionieristici di Giuseppe Zamboni.

Negli anni ’80 sono andati di gran modo gli orologi digitali da polso, con lo schermo a LED, che oggi stanno tornando di moda, i classici CASIO col quadrante elettronico, leggeri e comodi. Gli smartwatch ovviamente rappresentano un passo avanti. Essi hanno l’ambizione – secondo i creatori – di essere un computer indossabile. Un dispositivo elettronico intelligente, capace di fare molte operazioni, leggero, che si porta addosso e di cui non si sente il peso (a differenza dello smartphone). Tuttavia gli smartwatch sono designati per lavorare in sincrono con gli smartphone, o meglio, per trarre dalla “collaborazione” con questi il meglio dalle loro funzioni.

Uno smartwatch può collegarsi a internet con connessione wi-fi, far funzionare delle applicazioni online, fare chiamate vocali, ricevere e spedire mail, mandare messaggi vocali e via testo, accedere a informazioni di prima mano come news, quotazioni in borsa, informazioni meteorologiche, orari di aree e metropolitana e fungere da contapassi e cardiofrequenzimetro, il tutto unendo funzionalità di navigatore GPS.

Le compagnie che per prime si sono gettate in questo mercato, lo hanno fatto tentando di rilanciare un prodotto, l’orologio, che non attrae più il pubblico giovanile, che invece è molto attento alle novità digitali. Google, Apple (con iWatch), Samsung, LG, Sony hanno messo nel mercato vari dispositivi, con risultati spesso contraddittori.

L’industria dello smartwatch è ancora agli esordi e non si possono fare previsioni a lungo termine. Per alcuni questo tipo di orologio intelligente sarà un buco nell’acqua esattamente come i Google Glass, che erano nati con la stessa premessa: indossare un dispositivo intelligente, in grado di fare molte delle operazioni che fa uno smartphone. Ma va detto che è in fase di sviluppo anche la tecnologia che potrebbe facilitarne l’uso, non dimenticando inoltre che siamo in grado di allocare sempre più potenza in circuiti e processori sempre più piccoli.

Perché e chi dovrebbe indossare uno smartwatch? Non c’è dubbio che i runner possono trarre un vantaggio dall’indossare un orologio che svolge esattamente il compito assegnato a un cardiofrequenzimetro o a un’app di fitness. Ma anche chi viaggi molto e ha necessità costante di leggere mail e messaggi di lavoro e ad esempio guida, può usarlo. Il punto è che per ora viene visto come un oggetto di lusso. Un iWatch della Apple costa 339 euro per esempio. Ma si trovano sul mercato modelli economici, di fabbricazione e importazione cinese, a meno di 50 euro.