Per molti di noi il compagno “divano” è il partner più affidabile, come sono belli quei pomeriggi davanti alla tv, di sabato, nel dolce far nulla. Un conto comunque è poltrire per stanchezza o dopo una settimana di duro lavoro, un conto è abbandonarsi alla pigrizia cronica, che fa perdere opportunità di lavoro e di studio e diventa un fattore negativo nella nostra vita. Non c’è di nulla di sbagliato nell’essere ogni tanto pigri, nel respingere l’idea di un’uscita, nel procrastinare di un giorno, una volta ogni tanto, un’attività che dovevamo fare da tempo. Ma quando tutto diventa cronico bisogna considerare di cambiare atteggiamento.

Un grosso problema è dato dalla mancanza di motivazione: quando non si è determinati abbastanza a perseguire i propri scopi ci si accorge che occorre il doppio della fatica per ottenere dei risultati. Spesso la mente è altrove, vaga per le ampie campagne del nulla e si butta via del tempo, semplicemente sognando di raggiungere dei traguardi che richiedono ben altro impegno. Ci sono molti modi per trovare la concentrazione adatta e non perdersi nei labirinti della disattenzione: io, per esempio, utilizzo dei post-it con gli obiettivi da raggiungere, spesso riempio interi fogli con delle promesse e delle frasi motivazionali a grandi lettere. Farlo a mano consente di centrare bene il punto.

Un bel modo di perdere la concentrazione e la motivazione e quindi perdere di vista i traguardi che vogliamo ottenere è quello di chiedere troppo al primo passo. In genere, se vogliamo conseguire un risultato di una certa importanza, che sia professionale, affettivo o di puro divertimento, esso sarà posto là in lontananza, arrivandoci tappa dopo tappa. Un modo sbagliato di porsi è quello di volerlo conseguire subito, senza fare i passi intermedi, e annoiandosi per i pochi progressi ottenuti nel frattempo. La mancanza di costanza uccide la motivazione ed è la prima causa delle delusioni. Si pensi, per esempio, alle diete dimagranti. Quasi tutti coloro che abbandonano lo fanno sulla base che non hanno costanza e voglia di credere nella strategia dei piccoli passi.

Quando si sta affrontando un duro percorso fatto di ostacoli, la cosa migliore da fare è lasciarsi ispirare da esempi viventi. Per esempio, riconosciamo di avere un grosso problema di motivazione derivante da un’eccessiva dipendenza da un’altra persona o da una particolare attività. Le dipendenze sono famose per stroncare sul nascere la motivazione, spesso inducono a stati di ansia e depressione e peggiorano non poco la tendenza alla pigrizia. Per continuare a essere motivati ed abbandonare la pigrizia conviene non lasciarsi travolgere da chi sta nelle nostre stesse condizioni. Spesso si dice che a condividere il dolore e le cose negative con altre persone nelle stesse situazioni ci si guadagna, ma non è così. E’ una magra consolazione e accompagnarsi a persone pigre, prive di obiettivi e poco desiderose di cambiare le cose non aiuterà mai.

Insomma, il vero segreto per battere la pigrizia, quella cronica che incide negativamente sulla nostra produttività a lavoro e la nostra voglia di fare vita sociale, bisogna ritrovare le giuste motivazione per dei piaceri che spesso dimentichiamo. Uscire con gli amici e vedere cose nuove è molto meglio che invitarli a casa e ammazzarsi di noia giocando alla Playstation. Sarà pure bello giocare, ma se lo fai per troppe ore diventa un sostitutivo di attività molto più appaganti. E lo stesso vale per internet: non indugiare troppo sui social network e sui siti porno, sostituendo queste improduttive attività con esercizio fisico, aiuta a star meglio e non perdere di vista i propri obiettivi.