Il futuro dei dischi rigidi è già segnato: lo dicono gli esperti. Nonostante oggi un disco a stato solido costi sei volte un disco rigido tradizionale (a parità di spazio di archiviazione) gli esperti sono sicuri che esso soppianterà definitivamente gli hard drive. Hanno già individuato una data: il 2018, soprattutto per quel che riguarda il mercato dei notebook. Il motivo di tale destino è dato dal fatto che i dischi a stato solido troveranno sempre maggior spazio, grazie a una costante riduzione dei prezzi e a un significativo aumento della capacità di archiviazione. I vantaggi del disco a stato solido (SSD) sono evidenti: i dati vengono trasferiti molto più velocemente, c’è meno latenza nell’esecuzione dei processi, consuma molto meno energia ed è silenzioso.

hard-drive-1348507_640Chi non sta usando oggi il disco a stato solido normalmente lo fa per motivi puramente economici. In computer di alta gamma, con molto spazio, questa soluzione è molto costosa. Un SSD da un TB costa sulle 300/400 euro di buona marca come Samsung, motivo per cui ci si pensa bene prima di procedere all’acquisto. Ma ci sono due elementi da calcolare che a nostro parere possono aiutare a fare un buon investimento. Innanzitutto col passaggio alla tecnologia cloud non è necessario avere a disposizione dischi di archiviazione molto ampi. Ci sono servizi gratuiti e altri a pagamento, con costi irrisori, che permettono di archiviare molti dati online, sul cloud appunto. Se non ci si fida può essere utile usare il vecchio hard drive come hd esterno, trasformandolo a un costo molto irrisorio, utilizzando un alloggiamento esterno collegato tramite USB. Nel notebook si può utilizzare una soluzione ulteriore: CD e DVD vengono usati molto meno che in passato, grazie allo streaming e al cloud. Allora perché non eliminare il drive del lettore e inserire al suo posto una nuova unità di storage? Recentemente in azienda abbiamo sostituito l’hard drive di un Macbook Pro mid-2012 con un disco SSD da 240 GB, mentre nel vano occupato dal lettore DVD abbiamo spostato l’hard drive originale all’interno di un adattatore acquistato da Amazon. Il lettore DVD viene inserito dentro una custodia, in modo che diventi un super drive portatile simile a quello venduto da Apple. Analoga operazione si può fare con tutti i notebook. Così abbiamo risolto due problemi: da un lato la scarsa prontezza del notebook, ormai vecchio di 4 anni, dall’altro la necessità di avere spazio per conservare i dati (240+750).

Gli esperti dicono che il 2020 sarà l’anno del definitivo sorpasso, anno in cui in buona sostanza i dischi a stato solido costeranno quanto i dischi fissi. La competizione tra produttori sarà molto più ampia che nel campo dei dischi fissi dove operano solamente Seagate e Western Digital. I dischi a stato solido costando meno si diffonderanno facilmente perché le differenze di prestazioni tra i due sistemi sono inverosimili: sul notebook MacBook Pro in questione, pure di fascia alta, se si considera la potenza sviluppata, si sono guadagnati – solo durante l’accensione – 50 secondi di tempo. Dal momento in cui si accende il tasto power a quando era possibile usare il sistema operativo erano passati 10 secondi. Le prestazioni sono molto migliorate nell’esecuzione delle applicazioni, soprattutto in quelle esose e nel multitasking.