Anche in Italia oramai si sta diffondendo la moda dello street-food. Intendiamoci, c’è sempre stato, chi non ha mai comprato un panino di quelli grondanti di maionese a una festa paesana? E gli sfilatini con le salsicce? Per non parlare delle pizzette prese nei bar al volo prima di una partita. Bene, ora però la moda sembra essersi improvvisamente nobilitata, forse è merito dei sostenitori, molto più probabilmente delle trasmissioni televisive e delle pubblicazioni online che lo magnificano, all’interno di quel più vasto fenomeno che è chiamato food porn. Questo esibizionismo del cibo se in America diventa quasi bulimico, in Italia è l’occasione per scoprire una cucina meno raffinata, ma di valore, negli angoli più nascosti delle strade delle città italiane. Al cibo di strada non si può dire di no, soprattutto nel nostro paese. Basterebbe viaggiarci un po’ da nord a sud, fino ad arrivare alle isole per addentare le specialità regionali da portare via: tra torroni, zeppole, pizze al taglio, mortazza, arancini, piadine e panadas. In ogni angolo c’è un sapore nuovo ad aspettarti.

Lo street food italiano è di qualità e lo è sempre stato: certo non è consigliabile in una dieta, non andrebbe incorporato nei pranzi settimanali, ma ogni tanto, soprattutto quando si è in vacanza e si mangia spesso fuori casa, uno strappo alla regola è fondamentale. Oltre a essere estremamente gustoso è spesso a km zero. È un cibo del tutto artigianale, preparato sul momento, che rinuncia a ingredienti troppo complessi, ad alimenti surgelati.

Sullo street food si discute parecchio. Secondo alcuni importanti chef si vuole dare il nome di street food anche a specialità preparate in ristorante per le quali è previsto il take-away. Questo non è street in quanto il cibo non si prepara in strada e non si consuma all’aperto in un chiosco o persino in piedi o in movimento. I più critici ritengono che fregiarsi del titolo di street-food alleggerisca la posizione di chi fa semplicemente fast-food, dandogli però una connotazione positiva. Siamo di fronte insomma a un re-brand che serve a fare buona pubblicità e marketing. In realtà lo street food è sempre fast per definizione, solo che non appartiene ad alcuna catena, è fatto di alimenti freschi e si contraddistingue per la presenza di specialità regionali, come il supplì a Roma o la piadina in Romagna.