Non sempre le classifiche di vendita rispecchiano interamente i gusti musicali del momento. Anche i passaggi radio hanno un significativo peso, sia perché danno una spinta alle vendite, sia perché permettono di scoprire dei piccoli gioielli che non sono pompati dal marketing dominante. Billboard, che tiene conto delle classifiche di vendita in supporto materiale e digitale, ha anche una classifica dedicato alle canzoni più passate alla radio, quelle che si definiscono in “heavy rotation”.

Prima una piccola premessa: la radio è stata talmente importante e veicolante nel mondo della musica leggera da aver influenzato il formato canzone, un po’ come l’LP ha stabilito i canoni del formato dell’album completo. Una canzone – per avere successo – tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in America come in Gran Bretagna e quindi nel resto dell’Europa, doveva assolutamente avere un canone da rispettare. Innanzitutto doveva essere bella e “passabile” in radio, in secondo luogo non doveva superare i tre minuti, perché i programmi radiofonici dovevano trasmetterne di più per incassare poi i proventi delle pubblicità e perché avevano modo di attrarre più telespettatori. Soprattutto i giovani. La differenza tra una composizione di opera classica, ma anche di jazz e musica colta, e la musica “leggera” stava principalmente negli ascoltatori, al di là delle differenze stilistiche e di riproduzione. Se si ascolta tutta la prima produzione dei Beatles o di Elvis Presley si farà veramente fatica a trovare una canzone superiore ai tre minuti, nella loro opera giovanile. E’ un dato di fatto che brevità della canzone, ascoltatore giovane e immediatezza dei testi e delle melodie siano indispensabili per passare in radio. Quando Lennon, Harrison e McCartney furono sufficientemente maturi per uscire da questo stretto canone, la prima cosa che fecero fu di abbattere il limite dei 3 minuti, talvolta andando volutamente oltre per segnare il distacco con la musica commerciale del momento (Hey Jude fu editata in modo da essere il singolo con la maggior durata, quando uscì). La stessa ritrosia a fare concerti, li spinse a realizzare in studio album epocali, da poter essere trasmessi per intero alla radio (accadde con Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, che ha un tessuto narrativo a sé).

Oggi la fruizione della musica passa da canali alternativi alla radio, anche se i dati di ascolto delle emittenti radiofoniche è sufficientemente alto da far sperare bene. Il problema è che né le radio, né le tv di massa vogliano differenziarsi dal modello del talent show, spesso contrassegnato da un’assoluta mancanza di talento e qualità. Un atto di disperazione delle major discografiche, alla ricerca disperata di fenomeni da baraccone in grado di far vendere qualche brano in più a un’industria praticamente sul lastrico.

In ogni caso, le canzoni più passate alla radio sono estremamente famose e da ascoltare sempre. Ecco un breve elenco, difficile pensare che non le abbiate mai ascoltate:

The Righteous Brothers – You’ve Lost That Lovin’ Feelin’
The Association – Never My Love
The Beatles – Yesterday
Ben E. King – Stand By Me
Otis Redding – Dock Of The Bay
Simon and Garfunkel – Mrs. Robinson
Johnny Rivers – Baby, I Need Your Loving
Ray Charles – Georgia On My Mind
The Police – Every Breath You Take
Roy Orbison – Oh Pretty Woman
Gladys Knight – I Heard It Through The Grapevine
The Everly Brothers – All I Have To Do Is Dream
The Platters – Only You
The Chi Lites – Oh Girl
Elton John – Your Song
James Taylor – How Sweet It Is

Come si può notare sono tutte composizioni vecchie, da catalogo, un dato normale considerando che record del genere (canzoni trasmesse oltre 5 milioni di volte, cioè almeno per 25 anni di fila assommando la durata media…) necessitano di decenni per essere battuti.