Con l’inizio della scuola riprendono le spese per i nostri figli: materiali scolastici, zaini e soprattutto libri. Eppure, in una società che sembra poter fare a meno del cartaceo, la scuola offre numerosi spazi di digitalizzazione, a partire dall’insegnamento, per arrivare agli strumenti di uso quotidiano nella didattica. Vediamo come potrebbe essere la classe del futuro.

Il computer è entrato ormai con forza nelle classi: le scuole sono dotate di aula informatica e chi ha più mezzi riesce a organizzare vere e proprie classi informatizzate. Il computer in classe ha una lunga storia, personalmente avevo 17 anni quando, ancora al liceo, il mio professore di matematica ci portava in aula per farci conoscere il linguaggio di base del computer. Oggi, la Sardegna ha recentemente firmato un accordo con un’importante società americana per introdurre il “coding” nelle scuole, cioè imparare i linguaggi di scrittura e programmazione. Ma un conto è imparare l’informatica, un altro è contare su di essa per imparare le materia più tradizionali.

Il passaggio a una visione digitale reale avviene dalla miniaturizzazione delle periferiche e dei componenti: oggi in un microchip di silicio possono essere conservate quantità di istruzioni e collegamenti, impensabili fino a 10 anni fa, figuriamoci a 40 anni fa quando furono introdotte le prime calcolatrici da scuola, scientifiche, in grado di eseguire rapidamente dei calcoli complessi. Negli Stati Uniti già nel 1984 c’era un computer ogni 100 studenti nelle scuole. Non era molto, ma era il segnale della rivoluzione. Nel 2010 con l’avvento dei tablet abbiamo ottenuto il passo decisivo: diverse scuole stanno abbandonando il libro cartaceo per consentire agli studenti di leggere e studiare sugli ebook. Le immagini che vediamo ogni giorno all’uscita di una scuola, bambini di 7-8 anni carichi sulle spalle di uno zaino troppo pieno, prima o poi spariranno. Ma non è solo il tablet a promettere un cambiamento epocale. La tecnologia del touch può essere applicata a una lavagna interattiva, che può essere compilata semplicemente da un’app nel proprio tablet o notebook. Con un sistema di proiezione avanzato, accessibile, in grado di riconoscere la scrittura a mano. La stessa lavagna permetterà di disegnare e di inserire diversi livelli di apprendimento, con programmi educativi pre-caricati, sui quali gli studenti si possono esercitare a casa, conservando tutto nella cloud in comune con la classe e gli insegnanti.
Nella scuola del futuro non troppo lontano l’educazione non è più concentrata in classe o sui libri, ma si evolve, passa per altri mezzi di informazione e acquisisce altre tecniche, tanto che i più estremisti del concetto di innovazione ipotizzano che la scrittura a mano diventerà prima o poi obsoleta. Forse non si deve arrivare a tanto, ma stiamo modificando il nostro sistema di apprendimento.