Prevedere un terremoto non è semplice, e anzi gli scienziati sono convinti che esso sia impossibile da prevedere. Molte polemiche e ricorsi alla giustizia hanno evidenziato che dietro il terremoto de L’Aquila, più che una generale disinformazione, c’era una incapacità di gestire le emergenze, ma soprattutto si è scoperto che molte delle costruzioni erano costruite in materiale non di prima qualità.

sismografoI terremoti vengono misurati e monitorati attraverso l’uso di uno strumento ben noto al grande pubblico: il sismografo. Questo produce tramite un pennino intinto di inchiostro, una visualizzazione dei tremori della Terra nel luogo in cui capita il sisma. Mostra le onde sismiche con un grafico che ricorda quello di un elettrocardiogramma. Studiando il grafico si possono studiare la tipologia di sisma e la sua intensità. La distanza tra le onde stabilisce la frequenza e la magnitudo, che viene misurata usando la famosa Scala Richter. Il sismografo ha un funzionamento piuttosto semplice e ha avuto fortuna non solo nello studio dei terremoti, ma anche della composizione geologica del pianeta. Si ritiene che il primo esemplare fu inventato dai cinesi, un paese martoriato dai terremoti (patria del sisma terrestre più catastrofico).

La Scala Richter misura la magnitudine apparente del terremoto e viene chiamata così dal nome del suo ideatore, il sismologo Charles Richter.

0 -2.9 della scala – rientrano in questa classificazione tutti i microsismi di cui non ci accorgiamo, se non con una leggerissima vibrazione per chi sta nei piani molto alti di un palazzo. In Italia come in altre parti del mondo, di questi terremoti ne accadono a centinaia.

3.0 – 3.9 – terremoti percepiti chiaramente dalla maggior parte delle persone, ma non creano danni. Se ne contano almeno 100 mila l’anno e non vengono ritenuti significativi.

4-0 – 4.9 – ne capitano 15.000 all’anno e vengono percepiti da tutti, causano danni minori.

5.0 -5.9 – terremoti di una certa intensità, che creano danni alle strutture molto deboli, vecchie e costruite secondo criteri non antisismici.

6.0 – 6.9 – il sisma de L’Aquila aveva potenza di 6.3 di magnitudine, ne capitano meno di 100 di questi terremoti potenti e quando colpiscono le aree abitate creano morti e distruzione, spesso severa in zone vecchie, costruite senza criteri antisismici.

7.0 a 7.9 – le perdite di vite umane e i danni sono molto seri, il terremoto è devastante, le costruzioni antisismiche resistono, ma quelle più deboli si sbriciolano. Ne capitano meno di 100 all’anno, spesso in zone non popolate.

Superiore a 8 – terremoto distruttivo, ne capitano non più di 3 durante l’anno, può causare severe distruzioni, sconvolgimenti e molte vittime in un’area estremamente estesa. In mare causano tsunami devastanti. Il terremoto del Giappone del 2011 aveva magnitudine di 9.0, quello di Santo Stefano del 2004 aveva magnitudine di 9,3.