Se n’è parlato molto e forse a proposito, ma la più grande innovazione tecnologica degli ultimi anni sembrano proprio le stampanti 3D, scopriamo come questa tecnologia permette di rivoluzionare l’industria con la riproduzione livello per livello.

La rivoluzione industriale ha segnato il passaggio a una civiltà di produzione di massa, grazie alla nuova energia acquisita dalle macchine. Ha portato via gli uomini dai campi agricoli e li ha portati alla periferia delle città, nei distretti industriali, dentro gigantesche fabbriche dove montare i pezzi, ognuno il suo, di un prodotto di manifattura. Oggi, all’alba del 21° secolo forse siamo di fronte a una nuova rivoluzione. La produzione di complicate forme e oggetti a partire dalla progettazione sul computer non è una novità, ma poterlo fare con uno strumento piccolo a controllo numerico, da casa, cambia tutto. La stampa in 3D però si differenza da quei macchinari. Quando si inizia il lavoro non c’è nulla, non c’è una lamiera di metallo da sagomare o uno stampo da riempire. C’è solo un vassoio che attende di essere riempito di materiale, strato per strato, nella forma che preferiamo. Questo pone degli indubbi vantaggi: il design può essere azzardato e non dipende dall’assemblaggio. Grazie alla stampante 3D è possibile costruire parti di oggetti, anche dotati di movimento, ingranaggi, strumenti compiuti che sono compatti e perfetti.

Le stampanti 3D stanno “democratizzando” i processi manifatturieri, portando qualità ovunque ve ne sia bisogno a costi relativamente ridotti. Per la prima volte possiamo usare l’immaginazione per produrre oggetti e forme per le quali prima era prevista una speciale macchina. In molti non lo sanno, ma per costruire particolari pezzi in fabbrica, anche produrre cibo in serie, le imprese si fanno costruire dei macchinari appositi, che realizzano un determinato processo in modo automatico (ad esempio una macchina per porre le etichette o sigillare un tubetto). Col 3D non c’è necessità di un particolare stampo o di una particolare pressa: l’oggetto si forma per addizione di strati, con differenti tecniche che dipendono dall’uso di particolari materiali.

La stereolitografia consente di utilizzare una plastica liquida con un raggio di luce ultravioletta. La plastica si deposita in forma liquida come una sorta di filamento. Oggi sono moltissimi gli oggetti creati con la stampa 3D, alcuni utilizzati nell’ambito di tecnologie molto complesse come i caccia militari e l’aeronautica. Lo sviluppo più promettente è quindi quello della componentistica (con stampe laser del metallo), ma non mancano incursioni nel mondo dei giocattoli e della cucina, con impastatrici in grado di dare forma a un impasto in modo automatico, realizzando il sogno di preparare delle ricette praticamente senza alzare un dito. Le stampanti 3D per l’industria costano migliaia di euro, ma la rivoluzione promette di arrivare nelle nostre case. La stampante in sé può non costare molto, diverso è il costo della plastica. Ci sono servizi online che permettono di far realizzare da casa un oggetto, farlo stampare e acquistarlo ricevendolo direttamente al proprio indirizzo. Come ogni nuova tecnologia prevede degli anni di assestamento affinché il prezzo si calmieri.