Due volte l’anno, l’abituale ascoltatore della radio può rimanere sorpresa sentendo un big in più o in meno del solito nella trasmissione del segnale orario. Non si tratta di un errore: vuol dire soltanto che gli orologi del mondo vengono accordati col mio capriccioso del nostro pianeta nello spazio. I corpi celesti, i cui moti un tempo si credeva fossero eternamente immutabili, sono solo grazie al permesso dell’uomo, gli ultimi arbitri del tempo che scorre. L’odierno ritmo del tempo è stabilito da orologi atomici che arrivano a una precisione di un millesimo di secondo in secoli. Una precisione come questa sarebbe sembrata ai nostri antenati, legati al ciclo delle stagioni e a sistemi di trasporto la cui velocità era al massimo quella del cavallo al galoppo, una pretesa insensata. Prima dell’introduzione degli orari ferroviari gli orologi di diversi paesi di una stessa regione indicavano solo il tempo locale; fra Londra e Bristol per esempio, esisteva una differenza di circa dieci minuti. Sul mare, invece, si sentiva l’urgente necessità di una misura esatta del tempo, in quanto la determinazione della longitudine dipendeva dal confronto con il tempo locale, rilevato con un’osservazione astronomica, e il tempo di un meridiano di riferimento indicato con esattezza da un orologio di precisione. Per questo premi allettanti erano offerti all’inventore capace di misurare con esattezza il tempo nonostante i movimenti della nave.

segnaleorarioPer conoscere l’ora esatta e la posizione della nave i navigatori di oggi ricorrono ai satelliti e al rilevamento col GPS. oggi la tecnica della misura del tempo è stata portato a una alto livello di perfezione per motivi pratici. Mai, infatti, il tempo è stato più prezioso. Nello sport le glorie nazionali dipendono dai tempi di prestazione dei vari ateli, che differiscono spesso per un soffio. Il tempo viene ancora suddiviso in sessantesimi, passando dalle ore ai minuti, ma tutto questo non è che un relitto dell’idea, antica e sbagliata, secondo cui la Terra girava 360 volte su se stessa durante una rivoluzione intorno al Sole, e la luna nuova appariva ogni 30 giorni. Per questo il cerchio del Sole venne diviso in 360 gradi, l’anno in 12 mesi e il giorno in intervalli di 12 ore. Questo sistema rimane tuttora in vigore per motivi di convenienza, anche se va acquistando favore la suddivisione metrica della bussola in 100 parti. Già da molto tempo comunque gli orologi meccanici hanno dimostrato che la divisione del tempo ideata dall’Uomo non si adatta perfettamente agli avvenimenti astronomici per cui gli astronomi sono costretti ad usare sistemi di misura diversi.