fuochidartificioBrillanti, dalle forme bizzarre, segnano gli eventi delle notti d’estate, costringendoci a tirare su il capo per farsi ammirare. Non parliamo delle stelle cadenti, ma dei fuochi d’artificio, lo spettacolo pirotecnico più antico del mondo. Un’esplosione di colori e figure che spesso nasconde una vera e propria arte, oltre ad un’approfondita conoscenza del funzionamento degli elementi e delle loro reazioni. I fuochi d’artificio furono inventati per la prima volta in Cina, probabilmente per un incidente. Intorno al 200 a.C., i cinesi notarono che le canne di bambù tendevano ad esplodere vicino ai loro falò, con un vero e proprio bang. Questo accadeva perché le canne, crescendo molto rapidamente, intrappolano delle sacche d’aria al loro interno. Così quando l’ossigeno contenuto in queste tasche veniva a contatto col fuoco, rapidamente si incendiava, producendo il caratteristico scoppio. Il risultato ai loro occhi doveva essere più che interessante dato che la reazione provocava un suono forte e una luce intensa. I cinesi si portarono avanti con gli esperimenti, creando, come noto, la prima forma di povere da sparo ottenuta mischiando lo zolfo, il nitrato di potassico e… miele. Per ottenere un effetto più vistoso il miele fu sostituito dal carbone ad alta densità, producendo scoppi ed esplosioni spaventose per i nemici nei tanti conflitti che i regni cinesi dovettero affrontare. A questo punto è chiaro che l’utilizzo della polvere da sparo stava prendendo due direzioni: una di intrattenimento per i fuochi d’artificio e una bellica, per rinforzare gli eserciti e seminare morte in un combattimento fin lì disputato corpo a corpo.

Nel 1830 degli scienziati italiani realizzarono che aggiungendo dei sali metallici come lo stronzio, il bario e il cloro, la luce poteva prendere vita, assumendo forme e colori differenti. Della polvere da sparo a scoppio ritardato fu inserito per accendere la miccia al razzo che sale in aria, mentre dentro, il composto ricco di potassio crea un’esplosione di enormi dimensioni, più veloce e più colorata. I fuochi d’artificio sono una vera e propria meraviglia della scienza: dimostrano come l’uso di composti chimici altamente pericolosi e mortali, se usati in maniera inappropriata, possono portare gioia ed allegria. E non è un caso che le feste più importanti ne prevedano l’uso.

I colori dei fuochi d’artificio dipendono dagli elementi usati nel composto. Il rame produce un blu brillante, nonostante sia di aspetto rossastro come sappiamo. Ma bruciano produce un’esplosione blu molto affascinante. Lo stronzio invece è l’elemento che produce le grandi esplosioni rosse, tipiche dei fuochi d’artificio. Il giallo viene prodotto dal sodio che brucia quando è contatto con la polvere da sparo. Il bario dà la luce verde, si ossida molto rapidamente. La combinazione di stronzio e rame produce il viola, dando maggior varietà all’arcobaleno di colori.