Il radiocomando è un prodotto dell’elettronica dell’era spaziale, avendo beneficiato della tecnologia dei veicoli spaziali e dei razzi, per i quali furono progettati i primi motori elettrici in miniatura, capaci di attivarsi con controlli remoti basati sulla tecnologia radio, anche a centinaia di migliaia di chilometri di distanza. Tutti questi componenti oggi fanno parte del mondo assai variegato e vivace del modellismo, un’industria proprio basata sulla produzione di “giocattoli” capaci di fare tutto grazie a comandi precisi. Un’industria, questa del modellismo, che non avrebbe mai potuto affrontare da sola i costi per lo sviluppo di simili tecnologie, che altro non dimostrano della positiva ricaduta economica delle missioni spaziali. Il grado molto elevato di sviluppo e miglioramento raggiunto dai radiocomandi, permetti agli appassionati di modellismo, servendosi di apparecchiature professionali e non esattamente pensate per il “gioco”, di simulare esperienze reali tipiche dei mezzi riprodotti in scala minore.

Il radiocomando si basa sulla conversione di segnali meccanici in radiomessaggi, che nel caso del modellino vengono a loro volta convertiti in segnali meccanici, capaci di seguire gli impulsi dati dal comando a distanza, spesso rappresentato da un joypad tipico dei videogiochi e con i quali si controllano anche i droni e gli aerei. Il radiocomando si serve di segnali ripetuti in sequenza, attraverso impulsi e pause, denominati frames (cornici). Ognuno di questi frames contiene le informazioni trasformate in impulsi per ogni canale radio e periodi di riposo, denominati pause di sincronizzazione tra un impulso e quello successivo. Emettendo questi pacchetti di informazioni a ritmo molto elevato, si può simulare e realizzare in concreto un movimento controllato, che cresce in modo uniforme insieme all’intensità del segnale.

L’informazione da trasmettere risiede dunque nei movimenti proposti nella cloche di comando, attraverso manopole, joypad, tasti e movimenti giroscopici. Azionando questi comandi, il corrispondente impulso radio cresce o diminuisce proporzionalmente nei frames successivi. I movimenti del comando vengono dunque tradotti in impulso in uscita a mezzo di un codificatore e di un orologio, che regola in modo continuo il ritmo di emissione dei frames. Da questo codificatore passano tutti gli impulsi emessi in direzione di un modulatore, che li regola in modo da essere trasmessi in modo appropriato. Va detto che le radiofrequenze da utilizzare non sono libere, per motivi di pubblica sicurezza e per non intralciare le frequenze utilizzate in servizi di pubblica utilità. Esse sono molto ristrette, motivo per cui numerosi modelli usano la stessa frequenza. Per evitare sovrapposizioni tra i segnali radio impartiti alla stessa frequenza, occupata già da un altro modello, si sottopongono i segnali a uno specifico trattamento che può portare anche alla diminuzione del segnale. In generale, la modesta potenza di trasmissione circoscrive il campo di azione dell’utilizzo dell’apparecchio, motivo per cui il segnale non oltrepassa una certa distanza. I campi di aviazione per modellini di aereo a motore elettrico o a combustione sono ben delimitati. Dato il numero di appassionati sono presenti online forum specializzati, gruppi di discussione, blog, pagine facebook, legate a associazioni, gruppi sportivi e competizioni di rilevanza locale, nazionale e internazionale.