La riduzione degli sprechi nei procedimenti di lavorazione all’interno delle fabbriche, ha portato al concetto di lean manufacturing e lean production. Una filosofia di lavoro che crea un vantaggio economico per chi la adotta e che stabilisce nuovi criteri di lavorazione, distribuzione, e soddisfazione della clientela. Il segreto della produzione snella sta nella riduzione dello spreco, sia in termini di spazio, sia in termini di lavoro, il tutto per fornire all’utente finale, il cliente, una risposta più efficace e veloce. Infatti, ogni acquisto, nella sua genesi è supportato da un bisogno di informazioni, che spesso prescindono dalla consegna dello stesso, dalla sua qualità, ovvero all’aderenza rispetto al desiderio di possederlo. Non vogliamo comprare un’auto perché ne abbiamo bisogno, ma perché fondamentalmente la desideriamo. Ma perché questo desiderio ci paia un bisogno e ci concretizzi in un acquisto, è opportuno che l’acquisto sia informato. E che quindi l’azienda presso la quale ci riforniamo, di informazione e di beni, sappia venire incontro ai desideri fornendoci un servizio all’altezza. Ma non è solo il customer care accorciato, che fa della produzione snella una fonte della quale servirsi per migliorare l’intero comparto produttivo.

Il caso Toyota

Un esempio storico di quello che il lean manufacturing è in grado di fare, se adottato, viene dall’incredibile scalata al vertice delle vendite di auto di Toyota automotive, che è stata la prima grande azienda ad affidarsi alla lean production, su larga scala. Toyota non era minimamente paragonabile 30 anni fa alle grandi aziende di Detroit, Ford e GM in primis. Anzi, era un’azienda che non aveva nulla da proporre nel settore delle auto, perché non sfornava una macchina decente per il conservatore mercato occidentale, nemmeno per sbaglio. Fu certo la partecipazione al Rally con la Celica a darle una vetrina adeguata, ma quello che importa è che in realtà il costruttore giapponese adottò il concetto della lean production, estendendolo e mettendolo in pratica. Con ciò Toyota ha messo come base della propria vocazione il cliente.

Lean production e settore distributivo

Uno dei passi principali compiuti è stato quello di verificare quali attività di trasformazione e realizzazione del prodotto, aggiungessero valore o disvalore. Identificare questi punti nevralgici della catena produttiva, ha permesso di eliminare i fattori negativi, premiando quelli positivi. Cioè, puntare le migliori risorse nei primi, senza perdere di vista l’obbiettivo del successo. In pratica così facendo si è diviso il lavoro in attività ad alta efficienza e bassa rendita, classificando queste come sprechi, si è scoperto che praticamente in ogni settore dell’ambito produttivo, si poteva guadagnare in efficienza e soddisfazione del cliente. Il vero salto di qualità sta nell’interpretare la classificazione: la produzione snella infatti non è volta ad eliminare lo spreco in quanti anti-economico. Questo ragionamento viene dopo, perché la prima preoccupazione è quella di eliminare lo spreco in quanto dannoso per il cliente. Quindi operare in direzione di una razionalizzazione delle risorse primarie, dei tempi morti, della sovrapproduzione, dei costi complessivi di packaging e distribuzione, dei trasporti, dei guasti, di tutte quelle pericolose debolezze del prodotto che possono costare un richiamo dello stesso, o una doglianza del cliente. La miglior pubblicità, come si sa, è quella del cliente soddisfatto, che può accettare di acquistare un prodotto di seconda fascia (o comunque sconosciuto: auto giapponese, vista con sospetto, rispetto alla tradizionale station wagon familiare americana, per esempio) se l’azienda si dimostra vicina a lui, se è premurosa, se ci tiene talmente tanto, da non sprecare nulla in customer care. La perdita di clienti va infatti evitata a tutti i costi, perché è un procedimento a catena che si innesca a velocità costante nel tempo. Nella grande concorrenza globale perdere un solo cliente, significa mettere in moto un meccanismo perverso, per il quale sarà necessario abbassare i prezzi, offrire meno sicurezza, meno vicinanza, tagliare posti di lavoro e di fatto, fare salti mortali per rimanere competitivi.

Lean manufacturing a livello di consulenza

In questa direzione una consulenza all’altezza, fornita da un team di esperti, può sicuramente aiutare le aziende ad intraprendere la strada della lean production, mettendo in atto quei cambiamenti necessari a una razionalizzazione del comparto produttivo e di quello distributivo. BeeNomio è una realtà italiana, tra le più importanti del settore e si è dimostrata, negli anni, capace di valorizzare i propri partner, con l’adozione di sistemi produttivi snelli e di sicuro successo.