Con il Jackpot del Superenalotto che oramai si avvia a sfondare la cifra record di 116,7 milioni, impazza la febbre per i sei numeri magici da indovinare. Tutto ciò mentre negli States il Powerball ha toccato e distribuito la scorsa settimana 478 milioni nel New Hampshire.

Le forme di lotteria entrate nell’uso corrente sono varie e consistono tutte nell’estrazione di numeri, secondo sequenze particolari che negli anni hanno portato a diversificazioni, come la lotteria del Win For Life, che oltre ad avere un premio molto particolare (la rendita) ha una frequenza e un’immediatezza maggiore rispetto al Superenalotto. Si è molto discusso negli anni se fosse etico che lo Stato ricavasse tanti soldi dallo sfruttamento del gioco, generando false speranze e dipendenza, ma i vantaggi sembrano esserci per tutti, anche se uno studio ha ampiamente dimostrato che il 90% dei grandi vincitori di lotterie tendono a perdere tutto nel giro di pochi anni. Le lotterie applicate in vari campi son servite anche a lanciare prodotti e finanziare spettacoli e per questo sono estremamente diffuse nelle realtà locali.

Troviamo un’antica traccia delle lotteria già presso gli antichi romani, dove pare che fossero organizzare in occasione delle feste Saturnali, come si fa oggi in tanti paesini italiani in occasione delle feste patronali. Il funzionamento era proprio simile a quello moderno, i premi erano oggetti in valore oppure scherzosi. Il primo governante a usare le lotterie a fini fiscali fu però Luigi XIV, il Re Sole, che intendeva pertanto rimettere in ordine i conti dello Stato (risucchiato dalla spirale delle guerre e delle spese della corte, in un continuo ammanco di bilancio). Il sistema venne esteso poi a tutti gli altri stati europei, diventando una risorsa facile da gestire e da guidare. A Parigi verso la fine del secolo XVIII furono i librai a dar vita a numerose lotterie con lo scopo di invogliare i cittadini alla lettura, promettendo libri di gran pregio in regalo legati ai biglietti numerati. I premi erano resi pubblici attraverso affissione di manifesti pubblici. In Italia, prima dell’avvento dell’Unità nel 1861, le lotterie erano ammesse solo a determinate condizioni in tutti gli stati, ma non paradossalmente nei due più importanti: il Regno di Sardegna e il Regno delle Due Sicilie. Quando avvenne l’unificazione, la legge piemontese del 1855 si estese a tutto il territorio nazionale, limitando la lotteria solo al lotto nazionale e vietando ogni iniziativa privata. Le lotterie tornarono in vigore legate a vari eventi a partire dal Dopoguerra, mentre nel periodo fascista esse erano consentire solo in determinati casi, come le lotterie di beneficenza e quella pubblica (lotto).