La commercializzazione del caffè

Nel mondo, il consumo di caffè aumenta regolarmente in ragione del 2% medio annuo: esso è passato da 104,6 milioni di sacchi da sessanta chili nel corso del Duemila, a 128 milioni nel 2008.

I tassi di crescita sono diversi tra i vari paesi, la crescita è più vigorosa nei paesi emergenti: Russia e Ucraina tra i paesi consumatori, Brasile tra i produttori.

La domanda per tipi di caffè è cambiata considerevolmente: la somma di robusta e di arabica naturale è passata dal 54% nel 1990 al 63% nel 2008, mentre gli arabica lavati sono diminuiti dal 46% al 37% nello stesso periodo. Sono cambiati anche i tipi di caffè di origine geografica, in particolar modo per le origini di robusta, in ragione dell’aumento della domanda del caffè vietnamita, passato dal 2% nel 1990 al 16% nel 2008, mentre è diminuita in modo consistente la domanda dei caffè africani, scesa dal 21% al 12% nello stesso periodo. L’incremento della produzione del caffè è legato anche alla commercializzazione delle macchinette da caffè e della conseguente produzione di cialde e capsule anche in formato compatibile.

All’inizio dell’anno 2008 i prezzi del caffè erano in ripresa, a settembre 2008 essi erano ricaduti al livello del 2007. Per il 2009 i prezzi all’ingrosso di caffè e zucchero sono in aumento a causa dei raccolti modesti e della forte domanda. A metà maggio il prezzo internazionale del caffè tocca il record degli ultimi sette mesi, attestandosi a un livello del 22% più alto dei minimi del dicembre 2008. I primi segnali di aumento arrivano direttamente dalla Borsa di New York, dove il costo della qualità Arabica ha subito negli ultimi mesi un’impennata addirittura del 15%. È difficile fare previsioni per il mercato 2010. La domanda si mantiene su livelli elevati, con una crescita annua dei consumi mondiali consolidata. Una crescita costante che dovrebbe mettere gli operatori al riparo dagli effetti della crisi internazionale.

Operatori internazionali del caffè

Il mercato mondiale del caffè muove volumi enormi di sacchi di chicchi verdi. Il controllo del movimento della merce è solidamente affidato all’Organizzazione Internazionale del Caffè, aderenti la maggior parte dei paesi produttori e consumatori. ICO pone le regole al mercato del caffè che ogni giorno è quotato alle borse di New York per la varietà arabica e di Londra per la robusta: New York Coffee Sugar and Coccoa e London Coffee Terminal Market applicano le norme standard di classificazione e stimano con precisione il valore della partita le cui caratteristiche sono trasmesse alle Borse in forma di codice, sigla, numero corrispondenti a specie botanica, regione di provenienza, porto di imbarco, altitudine della piantagione, metodo di raccolta, annata del raccolto, forma, calibro, colore, durezza e difetti del chicco.

La grandezza del seme di arabica è indica dalle lettere AA-A-B-C e della robusta con i numeri romani Il sacco percorre una lunga strada: dai principali paesi di produzione, è esportato per via acqua in tutto il mondo e immagazzinato in quasi tutte le maggiori città portuali. Le oscillazioni di prezzo sono frequenti, dovute oltre che a fattori climatici a domanda e offerta, al commercio basato sul sistema differenziale che aggiunge o detrae un determinato importo al prezzo stabilito dalla borsa, secondo, la qualità del caffè crudo e della regione di origine; a oscillazioni valutarie legate al dollaro indipendentemente dal prezzo fissato in borsa, a costi supplementari di trasporto, carburante e assicurazione. Oggi il consumo del caffè è aumentato anche per merito della produzione di macchinette per il caffè ad uso domestico che funzionano con cialde compatibili (per info, clicca qui), anche delle migliori marche.