La chitarra è lo strumento principe della musica popolare moderna. Strumento a sei corde o dodici da pizzicare, è costituita di una tavola, munitane centro da un foro circolare e posta sulla cassa dal caratteristico fondo piatto; da un manico lungo e piatto munito di piccole barre applicata trasversalmente (chiamate tasti) che termina con il cavigliere, raccogliente per mezzo dei pinoli le corde (in inglese neck); le corde vengono pizzicate con le dita della mano o con un plettro. L’accordatura classica è: mi-si-sol-re-la-mi (cantino).

brianmayLa chitarra è uno strumento di antichissime origini, ma assunse caratteristiche autonome in Europa solo tra la fine del secolo XII e l’inizio del XIII (Francia e Spagna). Una grande scala di chitarristi fiorì in Spagna nel secolo XVIII e la voga dello strumento rapidamente si diffuse nell’Europa intera. Ancora all’inizio del secolo XIX, arricchita di una sesta corda, la chitarra ebbe molti cultori. Tra le diverse varietà che si costruirono nel periodo di massimo favore si ricordano il Bissex, il decaorde, la lira-chitarra. In Italia, Monteverdi introdusse la chitarra nell’Orfeo e a V. Pellegrini dobbiamo, tra le altre cose, la Descrizione di una battaglia. Tra i maggiori virtuosi all’inizio dell’800 sono lo spagnolo F. Sor e l’italiano M. Giuliani. Boccherini non disdegnò introdurre la chitarra nelle sue composizioni da camera. Dopo un periodo di eclisse dovuto alle mutate condizioni sociali e al conseguente indirizzarsi del gusto verso le grandi sonorità orchestrali, la fortuna dello strumento rinacque per merito di F. Targa, detto il Paganini della chitarra.

Nel secolo scorso si sono distinti grandi virtuosi come Andres Segovia, Alirio Diaz, Ida Presti, Maroto, Lagoya. Nell’America del Sud, sotto l’impulso di M. Lloret e M. Ponce, si è sviluppata una scuola cui appartengono anche Domingo Prat e Josefina Robledo. Nella musica d’arte, molti compositori scrissero per chitarra, introducendola in composizioni per complessi camerali e orchestrali. Oggi lo strumento conosce una straordinaria reviviscenza nelle sale da concerto; il repertorio si è notevolmente aggiornato, anche per opera d esecutori compositori di notevole levatura e di cultori e studiosi intelligenti, quali Ruggero Chiesa e Anelo Giardino e lo studio della chitarra è entrato di pieno diritto a far parte delle varie discipline insegnate nei conservatori di musica.

Poco usato nel jazz classico, dove spesso la sua funzione è stata assolta dal banjo, tra cui si ricorda almeno il nome di Django Reinhardt, la chitarra è inoltre costantemente presente in altre forme di musica popolare (ad esempio quella hawaiana o nel flamenco). Dall’ultimo dopoguerra l’eccezionale fortuna si è accresciuta grazie alla diffusione dei complessi rock, dove la variante della chitarra classica, quella elettrica (sviluppata principalmente dai fabbricanti Gibson e Fender), con amplificatore elettrico al posto della cassa di risonanza, dal caratteristico timbro elettrico e duro, vibrante e ampio nei bassi. Tra i principali protagonisti e innovatori della chitarra elettrica, in ambito rock e pop, si ricordano tra gli altri Eric Clapton, George Harrison, B. B. King (nel blues), Jimi Hendrix (il primo a usare forti timbri distorsivi), Jimmy Page, David Gilmour, Jeff Beck, Brian May, Stevie Ray Vaughan, Eddie Van Halen, Keith Richards, Mark Knopfler e Pete Townsend.