Perché i diamanti rivelino la loro grande bellezza, è necessario tagliarli; un diamante grezzo ha l’aspetto di un pezzo di vetro senza valore. Le pietre intere sono quelle effettivamente “a forma di diamante”. Esse hanno la forma di ottaedri – una piramide poggiata su un’altra piramide – con una punta in su e una in giù. Ma comunemente si incontrano dei pezzi irregolarmente frantumati. Quasi tutti i diamanti grezzi contengono difetti dovuti generalmente a frammenti di grafite che non si è trasformata. Questi difetti talvolta sono così piccoli da risultare invisibili a occhio nudo, ma il tagliatore di diamanti ne deve tener conto. Il suo scopo è quello di ottenere da una pietra grezza i gioielli più grossi possibile, senza includervi difetti. Idealmente un cristallo intero, perfetto e senza screpolature interne, dovrebbe essere tagliato in due metà, una superiore e l’altra inferiore, e da ciascuna di queste si dovrebbe ricavare un gioiello tagliato a “brillante”, cioè con la faccia piatta e il dietro appuntito. La parte frontale del gioiello sarebbe la superficie piatta realizzata tagliando il cristallo; in pratica questo non è possibile spesso, per cui si devono adottare piani di taglio meno nitidi. A parte il taglio “a brillante”, che è quello che meglio rivela la luce del diamante, esistono altre forme, come quella detta a smeraldo rettangolare, quella ovale e il taglio a pera, che consentono di utilizzare al massimo un diamante grezzo di forma irregolare.

La prima fase del taglio può apparire avventata. La fenditura viene seguita incidendo sul diamante una linea con un altro diamante, appoggiando una lama su questa linea e colpendo la lama in modo da spaccare il diamante. Comunque l’operazione non è così azzardata come sembra. Il diamante ha una grana, cioè una direzione, in cui può essere facilmente diviso e che è detta piano di sfaldamento. Il tagliatore lo individua e se ne serve, e se deve tagliare secondo tale piano di sfaldamento, userà una sega di diamante, un disco dal bordo liscio cui si applica un impasto di polvere di diamante e di olio di oliva.

Dopo che il diamante grezzo è stato suddiviso e segato fino a raggiungere più o meno la forma finale, esso viene lavorato al tornio. Il diamante, serrato nel mandrino del tornio, viene fatto ruotare mentre un altro diamante è premuto contro di esso. A questo punto il diamante è pronto per la levigatura.