Nella nostra carrellate di motivi per i quali non stai avendo successo e ottenendo quello che vuoi, abbiamo passato in rassegna diversi aspetti. Come avrai notato molti dipendono da te. Veramente il caso o la fortuna hanno poco a che vedere con tutto ciò che riguarda la tua vita. Purtroppo, i fatti accadono, c’è sempre un motivo che a noi appare irrazionale. E bisogna aggiungere che il nostro organismo ha delle difese che esercita ogni qualvolta ritiene di essere in piccole. Queste difese producono stress: produzione di ormoni come l’adrenalina per esempio. Le risposte spesso sono invasive: se il periodo di discomfort è prolungato nel tempo lo stress diventa cronico, assume il carattere dell’infiammazione, provocando delle conseguenze a livello psicologico e fisiologico, con una perdita della capacità di focalizzarsi sugli obiettivi.

Per rimanere costanti, serve impegno. Serve capacità di rialzarsi e bisogna accettare i propri difetti, sapendo che sono eliminabili con la pratica. Se c’è una cosa che noi umani possediamo è un cervello plastico e un corpo che ha memoria, persino nei muscoli. La plasticità di cervello consente di riscrivere alcune istruzioni, rinnovarne altri, imparare, mandare a memoria, instillare degli schemi ripetitivi, delle scorciatoie che ci rendono facili la vita. Il motivo per cui i maestri di musica insistono sulle scale, sul solfeggio è per far imparare degli schematismi al cervello, far muovere le mani secondo delle logiche ritmiche e armoniche che verranno utilizzate in seguito – apparentemente di istinto – per eseguire dei brani più elaborati. Così è con la vita e con gli ostacoli che essa ci pone di fronte. Se alla prima caduta ti sdrai anziché rialzarti hai perso in partenza.

Gli studi hanno dimostrato che le persone di maggior successo hanno passione, voglia di realizzarsi e persistono nel loro obiettivo a dispetto di tutte le forze contrarie che incontrano nel loro cammino. Ci sono persone che si sono fermate a un millimetro dal traguardo perché erano esauste, stufe delle sorprese negative. Invece altre hanno resistito, si sono ripetute che l’obiettivo era quello e che andava raggiunto ad ogni costo. Pensate a Steve Jobs. La sua vita è esemplare sotto questo punto di visto. Non è nato ricco, lo è diventato. Ma a metà del suo percorso, quando era famoso, ma le vendite dei suoi computer iniziavano a diminuire, Jobs fu letteralmente licenziato dall’azienda che aveva creato! Capite quale umiliazione ha subito? La sua rivincita? Senza il suo talento visionario la Apple era comunque condannata e lo richiamò per organizzare una fusione collegata al suo nuovo computer (il Next). Ma Jobs non si accontentò della nuova carica da presidente. Aveva capito che per vincere, per realizzarsi completamente (era tutto sommato molto giovane quando rientrò alla Apple) doveva cambiare ancora. La sua passione, idealmente incorniciata in quel famoso “hungry” è stata alla base del suo straordinario successo imprenditoriale.

Spesso poi ci si dimentica delle cose basilari: bisogna essere felici, inseguire la felicità giorno dopo giorno, mettersi sempre nella situazione di andare a letto contenti, soddisfatti e non per il lavoro. Bisogna cercare una piena soddisfazione in tutto, senza chiedere la luna, avere una bella famiglia, circondarsi di persone positive. Questa atmosfera rilasserà tutte le giornate lavorative: il viaggio in questo caso è importante quanto la meta. Non puoi ucciderti o sacrificare troppo per un obiettivo, perché se lo stati facendo non lo raggiungerai mai, dovrai comunque pagare troppo.