Noi umani siamo eccezionalmente bravi a riconoscere e ricordarci un viso, identificare un volto e conservare nella mente le sue caratteristiche. Siamo talmente bravi che possiamo ricostruirlo esclusivamente sulla base dei dati memonici. Questo accade perché c’è una speciale zona del cervello deputata al riconoscimento. Siamo speciali e unici, eppure i computer stanno facendo dei passi da gigante. Il riconoscimento facciale automatico utilizza un sistema di analisi dei contorni del viso, per individuarlo a partire da foto, video o superfici tridimensionali. Questa tecnologia crea una mappa del viso, misurando e mappando quelle caratteristiche che non sono suscettibili di variazione con l’espressione o l’età che avanza. Tra queste le linee del contorno occhi, la distanza tra gli occhi, il naso, la bocca e la mandibola, la larghezza del naso e la forma della mascella.

Dal momento che tutto ciò può essere fatto a distanza e di nascosto, la tecnologia è molto promettente per gli scopi di sicurezza e sorveglianza. I sistemi tridimensionali possono riconoscere un volto nel buio, leggendo tra “i solchi” e i “rilievi” dello stesso. Ovviamente ciò non mette al riparo da ospiti sgraditi: un ladro o un criminale può agire con una maschera. Ma nel pubblico, immaginiamo un terrorista che voglia confondersi tra la gente, questo sistema può risultare di importanza fondamentale.

riconoscimentofaccialeIl riconoscimento automatico è dotato di un software speciale che riesce a isolare un volto in pubblico, con un effetto di zoom molto accentuato. Il software deduce l’allineamento del viso rispetto al campo visivo della telecamera. In pratica riesce a stabilire le distanze tra le singole parti anche se il volto appare di profilo. Le curve generate dal software misurano la superficie in modo esatto, così da ripercorrere esattamente la mappatura già registrata, per esempio, in una fotografia frontale. Le misure vengono digitalizzate, in modo da poter essere inserite all’interno di un database. Se c’è un “match” con un vecchio record già inserito, il software verificherà la compatibilità con l’originale scattato in 2D. La comparazione appare a display, proprio come si vede in alcune serie criminali americane, dopo aver eliminato i record che possono essere accostati ma non combaciano perfettamente. Dal punto di vista della privacy gli interrogativi si sprecano, ma è indubbio che in un’epoca di generale insicurezza, poter sapere di essere identificati ovunque, anche quando si va a fare alla spesa, non dovrebbe lasciar molto tranquilli coloro che agiscono nella convinzione di non essere scoperti.