Il paintball uno sport per gli amanti della strategia e dell’arte della guerra, uno sport che solo negli ultimi tempi si è affermato negli Enti di Promozione sportiva anche se non ancora ufficialmente dal CONI. Scopo del gioco è di colpire il proprio avversario a colpi di marker (marcatori), vere e proprie armi ad aria compressa in grado di sparare palline di gelatina piene di vernice colorata. Il paintball è considerato uno degli sport più sicuri con una percentuale d’incidenti che si aggira circa al 2% nettamente inferiore rispetto ad altri sport. Poche sono le regole fondamentali al fine di migliorare le regole di sicurezza al fine di garantire il massimo della protezione, prima fra tutte è l’utilizzo della maschera che protegge non solo il volto ma anche gli occhi al fine di evitare danni accidentali causati dai proiettili di vernice.

Ma il paintball non è solo uno sparatutto ma un gioco di strategia e tattica che simile a giochi di guerra quali Soft Air. Il gioco nasce nel 1976 dalla mente creativa di Hayes Noel e Charles Gaines che con una semplice pistola a vernice posero le basi per dei sei giochi di guerra più popolari d’America, estendendosi poi nel corso degli anni nel resto del mondo. Per evitare proiettili vaganti è necessario otturare con corretti tappi i marcatori soprattutto se ci si trova al di fuori del campo. In alcuni casi per evitare che si spari a distanza molto ravvicinata alcuni campi obbligano a sparare a una distanza prefissata.

Paintball anti-stress e team building a lavoro

Secondo dati statistici sono stati stimati circa quarantacinque incidenti ogni 100000 partecipanti all’anno, inoltre secondo uno studio intrapreso da Eme Emergente in Boston ha stabilito che la maggior parte degli incidenti agli occhi sono causati più probabilmente da giochi quali pallacanestro, hockey e racquetball che da paintball. Il paintball viene utilizzato tantissimo, ovunque, ma su influenza americana, come metodo di team building, ovvero costruzione del concetto di lavoro in squadra, lavorare comunemente per obiettivi, e raggiungerli attraverso il miglioramento della solidarietà di gruppi, dell’abbattimento delle dinamiche egoistiche da prestazione, in favore del bene comune. Ottimo anche come fondamentale scaricatore di stress, unisce l’intrigo del divertimento alla necessità dell’esperienza fisica, dell’esercizio, della socializzazione. Per questo sarebbe consigliato almeno una volta al mese, come appuntamento tra amici e colleghi, e valida alternativa al più scontato e prevedibile calcetto.

Per quanto riguarda i marcatori solo da poco sono diventati da poco attrezzi sportivi scissi in due tipologie di utilizzo quali marcatori di noleggio e agonistici: ciò che li contraddistinguono è sostanzialmente la potenza. Per il marcatore di noleggio si identificano i marcatori meccanici che con una pressione di grilletto comportano un colpo, mentre quelli agonistici presentano prestazioni superiori essendo munita di scheda elettronica per la gestione di parametri e quindi destinate alle competizioni internazionali.

Tutti i maker venduti in Italia devono essere provvisti di certificazione da parte del Banco Prova di Gardone che ne attesti la potenza erogata anche se per ora non è possibile acquistare marker nel nostro paese ma solo all’estero. Il paintball è arrivato in Italia nel 1989 a Vigevano, dove fu realizzata la prima struttura che permetteva di noleggiare l’attrezzatura adeguata per fare una partita. Il primo evento nazionale di paintball fu organizzato nel 2010 a Grosseto, e da quell’anno si alternarono diversi campionati quali l’IPBS e il MOPS.

Il primo è solitamente diviso in campionato Nord-Est, Nord-Ovest e Centro – sud ed è solitamente seguito dal CILP, un campionato interno autocostituitosi per venire in contro le esigenze del team.