Durante una crisi occupazionale mettersi in proprio rappresenta un’ancora di salvezza. Non sono in tanti quelli che hanno il coraggio di farlo. Dall’altro lato l’emorragia di posti di lavoro implica anche una perdita delle specializzazioni. Il recupero dei posti perduti parte da quelli meno specializzati per i quali la legge prevede il ricorso a specifici corsi di formazione.

Cosa è la formazione?

corsi di formazioneLa formazione è la creazione di competenza in determinati ambiti per i quali non siano previsti inizialmente corsi di studio superiori oppure laddove i corsi di studio siano esauriti. Possono partecipare ai corsi di formazione tutti quei lavoratori che vogliono imparare una nuova professione, allargare i propri ambiti conoscitivi, ampliare le proprie opportunità. La formazione in Italia è quasi sempre demandata alle regioni, anche se non mancano i comportamenti elusivi e le truffe alla legge, soprattutto in materia di finanziamenti. I più critici di questo sistema denunciano che essa è divenuta un modo per “sistemare” le clientele, generando dei finti posti di lavoro grazie al sistema della mini retribuzione e delle spese pagate.

La formazione è rilevante dal punto di vista sociale: essa permette a un esercito di lavoratori potenziali di entrare nel circolo positivo del mercato del lavoro con specifiche competenze. Il mondo del lavoro negli ultimi trent’anni è molto cambiato. L’automazione e l’informatizzazione dei processi e dei servizi hanno reso praticamente inutili molte professioni “manuali”, “tecniche”, facendo svolgere la maggior parte delle mansioni a personale seduto dietro un computer. Questi processi hanno ridotto il carico occupazionale, creato nuovi mestieri nei servizi e nell’informatica, ma cancellato una serie di altri nell’ambito della tecnica, della meccanica, dell’artigianato. La domanda è: sono ancora utili questi mestieri? Ogniqualvolta la risposta è si, per un mestiere o per l’altro, la formazione è fondamentale.

Nuove formule per i corsi di formazione

Il nemico informatico però diventa amico prezioso quando si tratta di organizzare i corsi online per la formazione a distanza. Essa si presenta come una grande opportunità di crescita professionale, con annessa una riduzione dei costi che potrebbe creare un circolo virtuoso nel controllo delle spese. Minori trasferimenti implicano riduzione delle spese pagate e meno interesse per le clientele politiche. Grazie alla formazione a distanza si possono acquisire conoscenze certificate che potrebbero schiudere le porte del mercato del lavoro, anche a chi è uscito e non è ancora sulla via della pensione. Tra i corsi di formazione certificati ci sono quelli per l’acquisizione della conoscenza di una lingua, il conseguimento di un titolo informatica, la specializzazione tecnica in un ambito artigianale. Non sono pochi i giovani laureati che si rivolgono alla formazione pur di trovare un posto di lavoro.

I centri di formazione professionale

In Italia si è sempre denunciato il distacco tra “scuola” e “lavoro”. Gli istituti professionali ancora oggi sono un valido strumento per la formazione di giovani sul lato pratico e tecnico, insegnando loro le basi di determinate professioni ancora utili e fondamentali. Oggi ci sono elettricisti e idraulici che in città guadagnano più di un avvocato. I centri di formazione professionale sono corsi superiori che consentono di acquisire una qualifica professionale, dando modo sia di entrare immediatamente nel mondo del lavoro, sia di costruirsi un orientamento per il successivo percorso universitario. Essi si tengono sotto l’egida di un ente di formazione, spesso la regione o che fa capo alla regione, che organizza diversi corsi durante l’anno e redige un piano di formazione per determinate professioni e fasce di età.

Vedi anche: http://www.isfol.it/