Se pensate che si siano sempre usate le famose cavie da laboratorio, vi sbagliate di grosso. Molti degli avanzamenti della scienza attuale sono parzialmente basate su esperimenti fatti sugli uomini, anche se oggi li vediamo come moralmente inaccettabili. Scienziati come il dottor Josef Mengele durante il Nazismo oltrepassarono più volte il limite del lecito, sperimentando con la tortura su ebrei e prigionieri di guerra. Spesso delle ricerche mediche volte a salvare vite, sono dovute passare per delle morti inaccettabili. Gli avanzamenti maggiori nel campo della disinfezione sono stati fatti durante i macelli delle guerre.

Fin dall’età della pietra, i medici, reali o presunti, hanno sperimentato sull’uomo, aprendo corpi appena deceduti, operando su uomini vivi, servendo veleni e piante officinali, il tutto senza il ricorso a quello che oggi viene definito “protocollo medico”. Alcuni dei cosiddetti guaritori erano semplicemente dei furfanti che abusavano della credulità popolare per infliggere vere e proprie torture ai malcapitati pazienti. Nel 1943, quando oramai le sorti della guerra stavano volgendo in favore degli Alleati, il fanatismo nazista spinse l’acceleratore sulla soluzione finale: l’eliminazione fisica di milioni di Ebrei, catturati e rinchiusi in campi di concentramento in tutti i territori occupati. Per due anni Mengele portò avanti degli esperimenti umani all’interno del campo di concentramento di Auschwitz. Inquadrato nelle SS studiò l’effetto dell’espianto di organi da uomini vivi, impiantandoli in altre persone. Si stimano in migliaia le vittime delle sue follie, che peraltro aveva meticolosamente tracciato.

Nel 1953 il progetto MK-Ultra prevedeva di scoprire gli infiltrati e le spie al servizio dei nemici dell’America, in particolare i membri del KGB. Nel 1953 l’allora capo della CIA Allen Dulles diede l’ordine di avviare questo progetto segreto volto a sviluppare il controllo delle menti, attraverso iniezioni di varie droghe. Il successo non fu ottenuto, ma ci furono diverse morti.

In piena epoca di test militari, la Francia di De Gaulle sperimentò la deterrenza francese in funzione anti-sovietica, indipendente dalla NATO, direttamente su 300 soldati algerini coscritti. L’obiettivo era quello di verificare l’effetto delle radiazioni sui soldati, i quali furono esposti alle radiazioni, molti dei quali morirono per i tumori sviluppati.

Nel 1971 il progetto Zimbardo relativo alla prigione, ideato dall’omonimo professore di psicologia sociale dell’università di Stanford dimostrò come era possibile torturare dei compagni di cella, semplicemente assumendo il ruolo dell’aguzzino. Il male perpetrato (scosse elettriche e autentiche torture senza batter ciglio) sconvolse i benpensanti, tanto che l’esperimento fu abbandonato per la troppa crudeltà gratuita.