Se sei un navigatore assiduo della rete, avrai notato che di tanto in tanto compaiono delle caselle con degli strani numeri e lettere da inserire, prima di inviare un commento o un form all’interno di una richiesta di contatto. Spesso queste combinazioni sono presenti nei moduli di registrazione di un sito, come un’e-commerce, un forum. Le lettere e le cifre appaiono spesso distorte, in modo da complicare la decifrazione. È il captcha, uno strumento informatico anti-frode, escogitato per fermare delle azioni di spam da parte di robot. Ma di che robot parliamo e perché ci domandano se siamo umani?

captcha

E’ chiaro che in giro non ci sono robot senzienti che navigano per la rete, ma ci sono i bot, cioè dei software automatizzati che inviano mail spammose, tentano di lasciare messaggi sul web e ingannare gli utenti, indirizzando il traffico verso siti malevoli, al solo scopo di truffare o guadagnare traffico illecito. Se avete un sito con un form di contatti, avrete notato che la casella di mail viene inondata dallo spam. Usare un CAPTCHA ne abbassa notevolmente il numero e diminuisce la frequenza di queste sgradevoli invasioni.

CAPTCHA è un acronimo inglese che significa Completely Automated Public Turing Test to tell Computers and Humans Apart”. Cioè Test di Turing completamente automatizzato per individuare i computer e isolare gli umani. Questo a conferma del fatto che esso è pensato unicamente per le macchine. Google per esempio è una macchina. SI serve di un bot per scandagliare la rete e cercare i risultati. Non ci sono persone che rispondono per te o ti mostrano le informazioni più pertinenti, ma una combinazione di hardware e software che interpreta grazie agli algoritmi le occorrenze di un gigantesco database.

Purtroppo però i bot dai quali stare alla larga non sono i motori di ricerca. Fin dai primordi del web, le persone hanno creato dei software automatizzati, in grado di compiere migliaia di operazioni in pochi secondi. Ad esempio ci sono “bot” che cercano password comuni, altri che fregano indiriizzi mail o informazioni personali. Altri ancora che simulano siti reali, spingendo gli utenti a registrarsi, così potranno inviare ancora una volta dello spam. In genere questi bot non sono affatto ben intenzionati e utilizzare uno CAPTCHA può aiutare a schermarli, frapponendo un intervento umano tra loro e l’invio di una mail per esempio. L’immagine del CAPTCHA non può essere letta dal bot che invece sarebbe in grado di leggere il resto semplice. Si stima che ogni giorno almeno 300 milioni di persone inseriscano un CAPTCHA. Nato nel 1997 questo sistema si è ulteriormente rinnovato, diventando sempre più complesso per i BOT, ma non per gli umani.