L’urinocoltura è una tecnica batteriologica che lo scopo di isolare e identificare dei microrganismi patogeni presenti nelle urine. Viene solitamente effettuata quando vi siano dei chiari segni clinici o di laboratorio della presenza di sintomi precisi. L’urinocoltura è molto importante per scovare la presenza di batteri sintomatici, che possono produrre danno ai reni: esse sono frequenti nella donna in gravidanza e appaiono correlate con una maggior frequenza di parti prematuri.

Dal punto di vista pratico, l’urinocoltura è molto semplice e si presenta come una normale raccolta di urine, che il paziente effettua da sé acquistando il barattolo sterile presso una farmacia. Per una raccolta adatta allo scopo è necessario procedere a un’accurata pulizia dei genitali esterni, per i quali è sufficiente un abbondante lavaggio con acqua e sapone. Inoltre va eliminato il primo getto di urina, che può essere inquinato, diciamo così, da una flora batterica uretrale. Il campione va quindi accuratamente chiuso, e come per tutti gli esami batteriologici, portato al laboratorio di analisi, dove viene seminato su adatti terreni di coltura, prima che vi sia moltiplicazione dei germi nell’urina.

Per ottenere il campione di urina, in condizioni particolari, potrebbero essere utilizzate altre due metodiche, per le quali è necessario l’intervento del personale sanitario, per pazienti che non sono autosufficienti (ad esempio mediante un catetere). L’urinocoltura deve essere correlata dalla conta di colonie batteriche sviluppatesi in una quantità ben precisa di urina (1 ml). Questa informazione è molto importante per capire se il campione è veramente infettato oppure vittima di una contaminazione ambientale. L’urinocoltura, in caso di positività, dev’essere correlata a un antibiogramma, dal momento che i germini responsabili delle infezioni urinarie sono spesso pluri-resistenti a diversi tipi di antibiotici. Con l’antibiogramma viene definita la classe di batteri presenti nelle colture e che tipo di farmaci utilizzare (lo spettro degli antibiotici). L’urinocoltura, oltre che nella gravidanza, viene sempre richiesta per i casi di cistite, uretrite e per le infezioni batteriche della prostata (prostatite).