Il telemetro serve a misurare rapidamente una distanza. Quest’ultima può essere di pochi quale misurata per la presa di fotografie, o variare da poche venti metri fino a circa 20 km. Il telemetro è stato usato per la prima volta a scopo militare per la regolazione del tiro delle artiglierie sia navali sia controaeree.

Telemetro a coincidenza o telemetro stereoscopico?

In base al principio secondo il quale avviene misurazione i telemetri si dividono in due classi principali: telemetri a coincidenza e telemetri stereoscopici. Nel telemetro a coincidenza la misura è basata sulla risoluzione di un triangolo rettangolo e precisamente, se AB è la distanza dell’oggetto A, BC la base di lunghezza nota, corrispondente all’altezza dello strumento, la distanza cercata verrà determinata dalla relazione AB = B C per angolo alfa, ossia dalla determinazione del valore dell’angolo alfa formato dalle visuali condotte da A ai due estremi B e C. Lo strumento che realizza tale principio é tale da dare direttamente la distanza cercata ed è costituito schematicamente da due specchi plani S1 ed S2 inclinati di 45° rispetto alla base, da due prismi P1 e P2 situati al centro della base, da un prisma P3, situato tra uno specchio ed i due prismi centrali, e da un oculare. Se l’oggetto si trova a stanza assai grande o infinita, i raggi AB ed AC verranno riflessi dai due specchi verso i due prismi centrali che sono sovrapposti e tali da riflettere perpendicolarmente uno la metà inferiore e l’altro la metà superiore dell’oggetto in modo da coprire ciascuno metà del campo dell’oculare. I due prismi centrali sono infatti montati in modo che un oggetto lontanissimo appaia diviso in due parti, l’una sul prolungamento dell’altra. Se l’oggetto A è invece a distanza tale da non considerarsi infinita, le due metà dello stesso viste nell’oculare non sono in coicidenza, condizione questa che potrebbe venire ottenuta ruotando lo specchio S2 di un angolo alfa/2, rotazione la cui entità è quindi misura dell’angolo alfa.

Telemetro: come si misura una distanza?

La coincidenza delle due metà dell’oggetto si viene in prati ristabilita mediante il prisma deflettore P3  spostabile lungo l’asse dello strumento e la cui posizione é pertanto funzione della distanza dell’oggetto, distanza che può essere letta direttamente su una scala gradua mediante un indice collegato al prisma deflettore. Invece degli specchi possono usare dei prismi aventi la medesima funzione ed inoltre per facilitare il puntamento dell’oggetto se usa un piccolo cannocchiale a debole ingrandimento fissato allo strumento e detto cercatore. La distanza misurabile dipende dalla lunghezza della base: in genere, con una base di 1 m.  si possono misurare distanze fino a 10.000 m., mentre con basi di 3 e 4 m. si arriva a distanze dell’ordine di 20 km.

Il telemetro per le macchine fotografiche, invece, è un piccolo strumento a coincidenza: può essere a specchi con coincidenza ottenuta dalla rotazione di un doppio prisma. Il telemetro stereoscopico utilizza l’effetto stereoscopico, ossia la percezione del rilievo e della distanza di un oggetto che si ha guardando lo stesso contemporaneamente con entrambi gli occhi. Tale effetto può essere ottenuto artificialmente mediante lo stereoscopio e può essere accentuato aumentando la distanza fra i due occhi, come ottenuto con i binocoli prismatici e, appunto, con il telemetro stereoscopico, che é costituito da due cannocchiali di tipo periscopio rigidamente uniti in modo da ottenere una notevole base b che esalti l’effetto stercoscopico, e da due oculari O1 ed O2, dotati ciascuno un reticolo micromeineo X1 e X2, formati da due lastrine di vetro sul quali è incisa una serie di piccoli segni triangolari disposti a diversa distanza mutua sulle due lastre in modo da dare all’osservatore, dopo qualche tentativo, l’impressione stereoscopica ossia di far percepire i triangolini come  se gli stessi fossero sospesi nello spazio a distanze diverse. I triangolini sono graduati in modo che a ciascuno corrispondono diversi valori di distanza, ottenuti per taratura e quotati in ettometri. La distanza di un dato oggetto è data dal triangolino che si valuta alla stessa distanza. Rispetto al telemetro a coincidenza quello stereoscopico permette misure più rapide ma richiede una scelta assai più accurata ed un addestramento più lungo.