Se vi siete trovati all’interno di una turbolenza aerea, ad un certo momento avrete pensato: mio Dio, guardandolo bene, sono dentro un pullman con le ali, a 10.000 metri di altezza, in balia del vento e di chissà che altro ancora. E’ normale un sentimento del genere, come è molto normale avere paura. Per tanti in effetti rimane un mistero, come un tubo ad aria compressa, realizzato usando tonnellate di metallo, possa rimanere sospeso nell’aria.

Per millenni, il sogno del volo era limitato alla fantasia, osservando gli uccelli si pensava che potessero volare per un qualche motivo anatomico, che in fondo non era riproducibile dall’uomo. Eppure si è arrivati a capire che la superficie delle ali, la loro conformazione e larghezza possono generare portanza, una forza che gioca in contrasto con le correnti d’aria. Crea in sostanza una forza contraria ed equivalente, secondo il terzo principio di Newton. Quando le ali spingono le molecole d’aria verso il basso, queste ultime spingono verso le ali con forza uguale e contraria, sollevandole. Si dice che insomma generino portanza.

a380Progettare e costruire le ali non è complicato, anzi è la parte più facile dell’equazione che porta alla costruzione di un aereo, che tanto che se ricordate i primi modelli, a partire da quello usato dai fratelli Wright, essi erano biplano con ali di tela francamente poco resistenti e di scarsa apertura. Ciò che fa la differenza nel volo contemporaneo e moderno è la spinta dei motori. I Wright compresero che la portanza poteva essere generata contrastando facilmente la forza di gravità con un motore a pistone. L’introduzione dei motori a getto ha potenziato notevolmente la capacità di spinta e di carico, tanto che adesso siamo in grado di far sollevare degli autentici mostri come l’A380 della Airbus. Il controllo dell’areo è relativamente semplice se confrontato alla tecnologia che serve per muoverlo. Le superfici delle ali possono essere variate attraverso dei comandi che prima erano idraulici mentre ora sono computerizzati. Il pilota può variare l’incidenza dei flaps, come direzionare il timone nell’impennata, generando diversa portanza a causando il cambiamento di direzione del velivolo. Per favorire il volo gli ingegneri intervengono sull’aerodinamica.

L’aereo ha la classica forma affusolata, che permette di far defluire l’aria in modo uniforme, su una superficie realizzata a strati, molto resistente e aerodinamica. Si crea minor resistenza e massima spinta, aumentando la portanza e diminuendo il carico sui motori, tanto che un aereo non ha necessità di essere sempre al massimo per volare. Le ali generano portanza e modificano la pressione dell’aria sopra di esse, permettendo all’aereo di sollevarsi con leggerezza. I motori spingono a una forza elevata quando si tratta di decollare, mentre la velocità viene man mano ridotta per ridurre la portanza durante la fase di atterraggio.