Una messe di ricerche che fanno un’ampia letteratura scientifica è riuscita finalmente a dare una definizione dello stress. Sfortunatamente cerchiamo di attribuire allo stress molti dei nostri problemi di salute, ma altresì attribuiamo ad altre malattie o disturbi quelle che sono le conseguenze di una forte fase di stress e di stanca. La ricerca è riuscita comunque a definire il quadro clinico dello stress, anche se molto dev’essere ancora studiato ed è in corso di dibattito. Lo stress era già studiato negli anni ’50 in America, riuscendo a capire che esso non era necessariamente cattivo e controproducente, in quanto era una risposta dell’organismo. Il problema è che lo stress di lunga durata produce effetti negativi a livelli biochimici e molecolari, cioè influisce negativamente sulla salute delle cellule e quindi di determinati organi. La definizione più comunemente accettata è che lo stress sia una condizione o uno stato emotivo vissuto da una persona, quando essa non è più in grado di mettere a disposizione delle risposte adeguate per combatterla. In breve, lo stress avviene quando ci sentiamo intrappolati dagli eventi e non abbiamo le adeguate risposte per difenderci. Questa definizione è molto psichica, ma dà l’idea del senso di stanchezza e pesantezza di talune situazioni che non riusciamo a gestire e per le quali sembra che non possediamo una risposta.

Dal punto di vista fisico e fisiologico, le prime ricerche e successivi studi, hanno confermato che lo stress risponde al meccanismo di difesa chiamato “lotta o fuggi”. In pratica l’essere umano, trovandosi in una situazione di pericolo, rilascia rapidamente degli ormoni (adrenalina) che lo aiutano a sopravvivere. Questo rilascio consente all’uomo, come agli altri animali in pericolo di vita, di aumentare la frequenza cardiaca, la pressione sanguina, fornendo più zucchero e ossigeno ai muscoli. Aumentando la sudorazione, i muscoli si raffreddano, diventando più efficienti durante lo sforzo. Questi ormoni focalizzano la nostra attenzione sulla minaccia presente: ogni cosa intorno non conta più, l’organismo è solo interessato a vivere e questo ci dà un grosso vantaggio in alcune situazioni veramente pericolose.

Lo stress pertanto è stato indicato come quello stato di perenne “lotta o fuggi” nel quale l’organismo si trova, perché la risposta non avviene solo per eventi potenzialmente catastrofici per la nostra vita, ma anche in situazioni di gestione ordinaria, come ad esempio a lavoro, o in famiglia. Il corpo si mobilita e questa mobilitazione produce effetti negativi: diventiamo ansiosi, irritabili, perdiamo la concentrazione, non riusciamo a svolgere le mansioni di lavoro. Ci troviamo pertanto a una situazione nella quale non sappiamo più che decisione prendere, perché gli aventi sembra sopraffarci. In sostanza è questo lo stress e diventa maggiormente grave, quando le situazioni si sovrappongono, trovando il modo di farci ancora più male.