La parola magica sembra essere una: il testosterone. Scatta da oltreoceano la denuncia della nuova ossessione, il fattore T, il magico ormone della mascolinità che fa sentire più giovani e in forma, una specie di elisir dell’eterna giovinezza che si insegue contro le intemperie del tempo che passa. Sempre più in aumento questo fenomeno per combattere il calo di libido, innalzare i picchi di risposta metabolica, mantenere integra la massa muscolare e migliorare le performance sessuali. Tanto che oramai questo fenomeno viene visto con allarme, perché ad allarmarsi troppo sono i maschi americani, preoccupati da un livello molto basso di testosterone, vedendo questo dato come una malattia. In questo modo aumentano gli ordini di integratori, che in America si trovano facilmente negli scaffali dei supermercati, integratori che promettono l’innalzamento dell’ormone da macho per eccellenza. Dal costo non elevato, questi integratori assicurano l’aumento del testosterone, a dispetto di ogni evidenza scientifica e del fatto che spesso è possibile aumentarlo in modo naturale.

Ma serve davvero aumentare il testosterone?

Va detto innanzitutto che in Italia ci sono controlli molto più rigidi, come ricordano gli esperti la vendita di androgeni diretti è espressamente vietata, ma non si può controllare quello che succede via internet, con farmacie improvvisate, spedizioni dall’estero anonime e pagamenti facilitati senza alcun reale controllo sulle prescrizioni mediche. Dietro il consumo di integratori a base di testosterone, come il DHEA, ci dovrebbe essere sempre una indicazione del medico specialista, cioè l’andrologo, basata sulle delle analisi di laboratorio che dicano chiaramente che è un soggetto maschile ha il livello di testosterone molto bassa. I sintomi del basso livello di questo ormone sono evidenti, e dovrebbero far insorgere l’esigenza di farsi gli esami del sangue: bassa concentrazione, stanchezza, insonnia, difficoltà nell’erezione, umore a terra, calo della libido. Questi sono i sintomi del testosterone basso, che come capirete si possono confondere con altri problemi più o meno gravi (tiroide, depressione). Se il valore è basso, il medico può allora prescrivere un’integrazione artificiale, con una terapia sostitutiva, aiutando il pazienta a recuperare non solo la propria mascolinità, ma anche a combattere le malattie legate all’invecchiamento e alla sedentarietà, come il diabete, i problemi alla prostata e la tendenza ad ingrassare. Diversamente l’aumento indotto di testosterone, oltre i livelli consueti, nella norma produce degli effetti collaterali di cui sarebbe meglio tenere conto: aumento dell’aggressività, aumento dell’emoglobina, ipertrofia prostatica e in generale uno stato di euforia che può risultare controproducente. Negli Stati Uniti diversi studi hanno dimostrato che dietro l’aumento dei casi di delinquenza comune, c’è spesso un generale livello di testosterone alto. Anche se va detto che questo fenomeno riguarda proprio gli uomini oltre i 40 anni, diverso è il caso dei giovani che abbassano molto il tasso di testosterone con attività improduttive, tipiche di quest’epoca iper-connessa, che tra l’altro consente un enorme accesso a fonti di materiale per adulto e un aumento della masturbazione, e quindi in definitiva a un abbassamento del tasso che può essere letto anche tra le righe. Giovani indolenti, aumento dei casi di suicidio, scarsa intraprendenza e tendenza ad abusare di alcool e altre droghe ricreative, che non fanno altro che abbassarne ancora di più il livello.