Bob Dylan è stato soprannominato il “Menestrello del Rock” perché ha portato nella musica popolare contemporanea la tradizione del folk, a un livello di successo che interpreti e autori come Woody Guthrie, un autentico maestro per Dylan, non erano riusciti a fare.

Il folk rock è quell’espressione quindi della musica folk tradizionale, che è entrato nel circuito internazionale commerciale della musica pop e rock. La data tradizionale di inizio di questa nuova era si deve proprio a Dylan e al suo famoso esordio, nel 1965, con la chitarra elettrica al festival di Newport dedicato specificamente alla musica folk.

Prima della chitarra elettrica di Like a Rolling Stone lo stesso Dylan usava solo la chitarra classica o quella acustica, particolarmente per ballate come Blowind in the wind. Dopo Dylan naturalmente il genere è esploso e sono nati epigoni sia sulla scena americana, sia su quella inglese, con puntate anche in Europa.

Gli interpreti del folk rock sono spesso stati confusi con la musica tradizionale e con il cantautorato di livello, soprattutto perché gli interpreti e gli autori hanno saputo raggiungere vette prima mai raggiunte. È il caso oltre che di Dylan anche di Leonard Cohen, di Brassens o in Italia di autori ricercati e sopra la media come Fabrizio De André.

  • Il folk rock si contraddistingue per le seguenti caratteristiche:
    i temi di protesta legati a tematiche sociali. La grande capacità di un autore folk rock è quella di raccontare una storia individuale che tocca le corde di un’intera generazione, diventando rappresentativa di un’epoca o di un sentito generale. Bob Dylan raramente ha fatto appelli comunitari, espliciti. Ha sempre preferito raccontare la storia dei suoi personaggi. Canzoni come Desolation Row, con i suoi protagonisti strampalati, sono come delle raccolte di short stories attraverso le quali Dylan legge la sua epoca, ma sempre partendo dalle storie individuali. In questo il suo miglior erede, nella tradizione musicale americana, è senza dubbio Bruce Springsteen, che parte proprio da queste radici, più urbane che del profondo Midwest, da dove proviene Dylan, per esplorare i cambiamenti del suo paese. In Italia Fabrizio De André ha usato lo stesso canale espressivo, raccontando singole storie, dipingendo solidi ritratti fino ad arrivare a narrazioni filosofiche e storiche complesse, come in La Domenica delle Salme, in cui nello spazio di una canzone, accompagnata da una chitarra folk, riesce a descrivere l’inquietudine del nostro paese nel momento di massimo cambiamento (tra prima e seconda repubblica).
  • La presenza delle chitarre e degli strumenti tradizionali, spesso acustici, altre volte elettrici per costruire un ensemble asciutto, che rinuncia agli effetti tipici degli studio musicali, ma con una produzione che col tempo migliora fino ad arrivare a punte di vera eccellenza.
  • Sono spesso più singoli autori che band, come se la figura del cantante / interprete / poeta solitario interpreti meglio e si presti di più a narrare l’universo che li circonda, rispetto a una band che produce un suono energico e che spesso dà luogo a un suono che è il risultato di diverse sensibilità.