Acquisire clienti online tramite contatti e landing page è un argomento caldo nel mondo del web marketing. La cosa divertente è che questa urgenza è praticamente nata con lo sviluppo di internet. Basta chiedere a un qualsiasi professionista del mondo della rete per capire qual è stata e quale sarà la priorità e sentirete come risposta la solita: generare contatti, portare vendite e conversione. E dopotutto perché dovrebbe essere altro? A nessuno interessa il traffico tanto per se non converte adeguatamente. Spesso però i professionisti del web marketing online confondono il processo di lead generation con il solo sforzo di incamerare acquisizioni. Gli sforzi di un’azienda, in questo campo, comunque non saranno mai effettivi e ripagati se essa si concentra solo nell’acquisizione di contatti. E’ diventato importante l’engagement e ovviamente la capacità di generare conversioni che ripaghino dei costi e soprattutto delle aspettative riposte nel mezzo pubblicitario. Essenzialmente, se l’acquisizione fosse una pesca, non ci si deve limitare esclusivamente a gettare l’amo, bisogna tirarli su, sforzandosi di tenerli sulla barca e ripetere quindi il processo, per non limitarsi a un solo cliente. La domanda di business e di aumento di giro d’affari cresce ogni giorno e il web marketing ha il dover di accontentarla. I professionisti del settore sanno che le tattiche di acquisizione dei contatti, dalla seo alla pubblicità pay per click, dai social media alle mail, possono usate in varie modo per generare visite interessate a un acquisto o comunque a usufruire di un servizio.

Acquisire clienti online con Google

Questa fame di lead è molto interessante perché sembra che le aziende siano affamate oltre i loro mezzi, come se volessero addentare bocconi troppo grossi per le loro mascelle. In pratica l’aspettativa di successo derivante dalle tattiche di web marketing, è troppo elevata rispetto alle operazioni che possono fare i professionisti del settore. Nonostante si sia in possesso di tutte le abilità richieste e l’esperienza necessaria, risorse e possibilità, i brand fanno molta fatica a generare vendite e quando le generano a mantenerle. Si può dire che non esiste un “modello stabile” che valga come ricetta perché le variabili incidono più di qualsiasi costante. I meccanismi di persuasione sono noti e funzionano, tuttavia le migliori pratiche si ottengono con l’esperienza diretta sul campo. Un buon modo per testare il traffico è quello di utilizzare delle fasi di test A /B e saggiare la convertibilità dello stesso. Esempio, prima di una campagna di posizionamento organico, se non c’è la sicurezza sulla convertibilità di alcune parole chiavi, sarebbe meglio testarle con una campagna AdWords, verificando che il traffico sia canalizzato verso una pagina che converte e generi lead. In verità, le parole chiavi che rendono sono quelle che esprimono un sentimento indirizzato verso l’acquisto. Per cui nella scelta dei contenuti del sito andrebbero evitate le parole chiavi che sottintendono un concetto di gratuità, molto diffuso nella rete, a causa della percezione errata, e in un certo modo fomentata da Google, che sulla rete si trovino più occasioni che altrove (è vero, ma dipende dalla disponibilità).