I social networkk si dice che ci abbiano facilitato la vita: certamente hanno eroso molte distanze tra le persone, ma alcuni sociologi ritengono che siano dannosi. Creano dipendenza, tolgono sonno e concentrazione, tempo ad attività più proficue. E in più pare che – almeno Facebook, il social network da un miliardo e mezzo di utenti – contribuiscano ad aumentare le separazioni e le infedeltà. Ma a parte questo, se ben usato, con moderazione e giudizio, un social network può rivelarsi utile. Ci sono solo alcune cose che non si dovrebbero fare, e che stranamente sono tra le più fatte quando si posta qualcosa su quei siti.

Facebook è un sito che raccoglie profili personali e come tale è ricco di informazioni. In cambio della condivisione di foto, appuntamenti, pensieri, Facebook si prende i nostri dati personali che poi utilizza per profilare delle campagne pubblicitarie. Non è un caso che Mark Zuckerberg sia così ricco: la sua ricchezza si fonda sull’utilizzo dei nostri dati sensibili. Inoltre la nostra attività su Facebook lo aiuta a capire in che modo si possano vendere prodotti e servizi a piccoli network di persone, i nostri amici insomma, basandosi sulla condivisione di gusti e interessi.

Comunque su Facebook non siamo obbligati a postare tutto. Per la nostra sicurezza, anzi, alcune informazioni sensibili è meglio occultarle. Fin dagli esordi gli esperti – compresi magistrati – hanno puntato l’indice contro l’uso di pubblicare sul social network le foto dei propri figli. Lo sconsigliano tutti e fanno bene: il mondo è un posto pericoloso, meglio evitare di taggare i propri figlie e fare in modo che le loro foto arrivino solo a persone fidate, impostando i giusti livelli di privacy (che Facebook diligentemente offre).

Spesso si postano online immagini di documenti, anche solo per far vedere che si è pronti a viaggiare. Niente di più stupido e avventato. In giro ci sono criminali che ogni giorno clonano carte di credito, duplicano documenti e passaporti, si appropriano dei nostri dati personali per utilizzarli con l’unico scopo di fare soldi, a nostro discapito. Un’altra cosa da non fare, per quanto contribuisca ad attirare l’attenzione, è pubblicare la propria data di nascita in modo pubblico. Anche questa informazione può essere riservata. Lo stesso vale per il luogo di nascita. Meglio non farlo. Faccio un esempio banale: online esistono numerosi tool che consentono di ricavare il codice fiscale, basta inserire luogo di nascita e data e il gioco è fatto. Lo stesso vale per i propri spostamenti (vantarsi non è mai bello) e per il proprio indirizzo di residenza (un bell’invito ai ladri).

Riguardo ai contenuti, posto che è ovvio che non bisogna condividere la password, perché una volta che la si è condivisa con una persona, anche la più fidata, la si è condivisa con tutti (perché quella persona troverà qualcuno di cui a sua volta si può fidare e gliela darà), sicuramente non conviene mettere foto troppo sconvenienti. Alcuni pensano che sia simpatico e che attragga attenzioni e riconoscimenti (like) il mostrarsi in determinati atteggiamenti, ma a parte l’opinione che potrebbero farsi gli altri, certe foto sono poi difficili da far sparire dalla rete. Mettiamo che tra cinque anni vi venga offerto un nuovo lavoro e che il vostro potenziale datore decida di informarsi su di voi, cosa penserebbe vedendo quelle foto? Potreste perdere una grande occasione per aver deciso di fare il simpatico per forza.