La rinite allergica consiste in una infiammazione delle mucose del naso, scatenata dall’esposizione ad un allergene al quale il sistema immunitario delle persone che soffrono di questo problema risponde in modo improprio. Detta anche raffreddore da fieno, consiste appunto in una reazione esagerata del corpo a sostanze innocue: il corpo produce degli anticorpi specifici, gli IgE, per combattere queste sostanze, i quali si legano ai mastociti rilasciando quantità enormi di istamina, una sostanza che provoca prurito, starnuti, ed edema.

Causata soprattutto da pollini delle graminacee, pollini di erbe infestanti e dall’acaro della polvere, la rinite allergica è un problema che ritorna soprattutto nella stagione primaverile ed estiva quando le erbe di cui sopra sono presenti in grandi quantità nell’aria.

La prima cura per la rinite allergica è la prevenzione: vale a dire, bisogna cercare di limitare il più possibile l’esposizione del soggetto che soffre di raffreddore da fieno alle sostanze che provocano allergia.

Bisogna anche cercare di limitare la presenza di allergeni in casa, per esempio se causa scatenante della rinite allergica sono gli acari, bisognerà lavare spesso la biancheria e pulire la casa per evitare la formazione di acari.

Bisogna anche evitare di aprire le finestre in primavera ed estate, quando la quantità di pollini nell’aria è alta.

Oltre a questo, la terapia della rinite allergica si differenza a seconda che si soffra di una rinite lieve intermittente o medio-grave. 

Nel primo caso, sono prescritte terapie al bisogno, quindi somministrazione di antistaminici per via nasale, e nelle persone sopra i 12 anni anche un decongestionante nasale comunque per periodi limitati di trattamento (questo perché un uso eccessivo di decongestionante può a sua volta causare una forma di rinite, la c.d. rinite medicamentosa).

Nelle forme di rinite allergica media o grave, allora il trattamento in genere richiede la somministrazione per via orale di antistaminici, soprattutto quelli di seconda e di terza generazione che non hanno l’effetto collaterale della spossatezza e sonnolenza, ed uno spray cortisonico da usare per via nasale.

Se inoltre alla rinite allergica si associa anche asma bronchiale si potranno usare, dietro prescrizione medica, anche farmaci antileucotrenici.

La terapia farmacologia contro la rinite allergica va ripetuta continuamente a cicli, secondo le indicazioni dell’allergologo.

Il vaccino antiallergico è una terapia molto interessante e moderna, che permette di migliorare in modo definitivo le condizioni di chi soffra di allergia da anni, anche dopo la sospensione della terapia.

L’immunoterapia consiste nell’iniettare l’allergene, diluito, che è accusato di scatenare la rinite allergica. 

Il corpo ed il sistema immunitario, secondo questo principio base dei vaccini, si abitua un po’ alla volta alla presenza dell’allergene, ed alla fine smette di trattarlo come una sostanza estranea: in questo caso, smettono anche i sintomi della rinite allergica.

L’immunoterapia dura dai 3 ai 5 anni circa: nonostante non si possa sperare nella completa e definitiva sparizione della rinite allergica, i risultati sono molto buoni e questa terapia permette di migliorare le condizioni di salute e la qualità della vita delle persone che vi si sottopongono.