La storia del presepe è interamente legata alla tradizione italiana. Si tratta di una rappresentazione scenica della Natività, che ha trovato spazio nella tradizione popolare grazie a una serie di rievocazioni che prendono la stura, secondo la tradizione, da San Francesco. Generalmente è al nostro santo patrono nazionale che si attribuisce la genesi del Presepe, a dirlo è san Bonaventura. Ma in realtà la Natività di Cristo era già stata oggetto di non pochi culti secondari durante tutto il Medioevo, riguardanti la culla del Bambino. È però nel Regno di Napoli, intorno al XV secolo, che la consuetudine di allestire il presepe in una chiesa prende piede, diffondendosi nel Sud Italia prima e poi risalendo verso Nord. Celebri quali del duomo di Matera o il presepe dell’Araceli a Roma, dove il bambino è una scultura di legno d’olivo arricchito di gemme preziose.

Il vero iniziatore del presepe popolare, quello che si fa in casa, è San Gaetano di Thiene, che agli inizi del secolo XVI diede un forte impulso a quella che sarebbe diventata una della realtà natalizie più consistenti. Le prime statue erano tutte create in legno, come piccole sculture. San Gaetano fu il primo a contribuire al presepe in modo significativo, aggiungendo le classiche figure secondarie che oggi dominano la scena: i pastori con il gregge, gli animali, gli artigiani, unendo al legno anche della lana, della stoppa. A Lecce iniziarono a lavorare la creta, per raggiungere un ulteriore effetto realistico. Spesso i presepi erano fatti di cartapesta, lavorati per giorni ed esposti al pubblico.

Nell’Italia settentrionale i presepi sono arrivati solo nella seconda metà del 1600, ma si differenziarono ben presto da quelli Meridionali. In Veneto e in Trentino si diffuse parecchio, grazie alla realizzazione di statue lignee, cui spesso venivano apposti dei capelli di lana e costruiti sopra dei volti espressivi di cera. La tradizione è molto forte ancora oggi in Val Pusteria e in Val Gardena, nell’Alto Adige. Le dimensioni delle figure del presepe possono variare di parecchio, finendo spesso per distogliere l’attenzione dalla scena principale, quella propria della Natività.

I presepi sono considerati preziosi e spesso ovunque nel mondo sono sorte delle associazioni per la tutela e la valorizzazione, anche perché in alcuni casi rappresentano una forma d’arte figurativa popolare assai apprezzabile.

I presepi viventi oggi sono delle rappresentazioni sceniche dal vivo, una sorta di rappresentazione teatrale di strada, nella quale degli attori impersonano la scena che spesso si anima con musica e preghiere. I più famosi presepi viventi italiani si tengono a Matera, forse il più celebre della nostra penisola, Custonaci, Mortone, Equi Terme, solo per citarne alcuni e sono un appuntamento imperdibile dell’Avvento.