Come preannunciato, do inizio, con questa storia, al mio spazio: "L´opinione"
Premetto che è una storia vera.
Fino ad oggi non ho mai avuto bisogno di un avvocato. Ma per poter portare in fondo la mia causa di divorzio mi sono dovuta avvalere della professionalità di uno di essi. Diciamo che ci si rivolge a chi, in qualche modo, ci da fiducia. La mia fiducia l´ho riposta in un "principe del foro" che però non vive in Toscana. E l´udienza davanti al Giudice era prevista, naturalmente, essendo la sottoscritta residente a Volterra, presso il tribunale di Pisa.
E il mio legale disse:"Non c´è problema!"
Così, un giorno, il mio avvocato mi telefona dicendomi di recarmi presso uno studio di un suo collega di Pisa, a cui si era rivolto, per farmi firmare delle carte e una delega che permettesse a questo secondo legale pisano di andare a depositare i documenti in tribunale. Lo feci. Poi le cose sono andate avanti e si sono concluse. Dopo un mese pagai regolarmente la parcella del mio avvocato nella quale era compresa anche quella del collega pisano.
Tutto questo succedeva lo scorso dicembre.
Una decina di giorni fa, ricevo una telefonata dall´avvocato di Pisa che mi fa richiesta della sua parcella visto che il mio avvocato, in tutti questi mesi si era ben guardato dal liquidarlo.
La mia reazione è stata quella di ribattere:" Che cosa c´entro io con le vostre faccende? Sbrigatevela tra di voi."
Ebbene, non è così. La legge consente ad un avvocato di reclamare la sua parcella al cliente del collega per cui ha svolto le sue mansioni. Qualora tra avvocati non vengano regolarizzati i pagamenti.
Non è corretto, non è giusto ma è così. In funzione anche di che cosa è scritto nella delega che il cliente firma.
Per quanto mi riguarda, la cosa ha avuto un esito positivo.
Ovvero, il mio avvocato ha provveduto a liquidare l´altro avvocato di Pisa.
Ma che cosa sarebbe successo se questo non accadeva?
E´ chiaro come il sole. Avrei dovuto pagare un´altra volta l´avvocato di Pisa.
Oppure, avrei dovuto assoldare un altro legale per difendermi.
Insomma, in definitiva, mi sarei dovuta difendere da chi mi aveva difeso.
Morale, come recita una battuta del film Philadelphia " Sapete cosa ci fanno cento avvocati incatenati in fondo la mare? Un buon inizio!"
scritto da
Gianna Fabbrizi