Molte persone vanno avanti nella loro vita senza avere la minima idea di come funziona il mondo. C’è chi dice che sognare è lecito, ma a una certa età bisogna capire che sognare ad occhi aperti di vincere al Superenalotto è poco più che una colossale perdita di tempo. È non capire come funziona la vita.

Prima di fare progetti, di mettere insieme dei pezzi per un puzzle più importante occorre fare mente locale, capire che nella vita alcune cose funzionano in un certo modo, per noi umani siamo fatti così: individualisti, cooperativi, tendenti a soddisfare bisogni e desideri, attaccati carnalmente alla vita e alla sopravvivenza, desiderosi di dare continuità alla specie. Ciò significa che – anche se non lo vogliamo – siamo sempre in competizione con qualcuno che vuole esattamente ciò che vogliamo noi, solo che ci sono regole sociali e anche qualità personali in campo, che impediscono l’uso spropositato della violenza.

Praticamente siamo al mondo perché tutti vogliamo la stessa cosa. Se parlate con un qualsiasi milionario del nord, con un impiegato in Sardegna, un agricoltore in Puglia, un marinaio in Sicilia o un tassista a Roma, tutti vogliono la stessa cosa. Ognuno cerca conferme dalle altre persone, affetto dai familiari, desideri vivere delle gioie e dei piaceri personali, soprattutto vuole sicurezza per sé e per chi ama. Chiunque in sostanza, possedendo o non possedendo beni, aspira alle stesse cose.

Molte persone sbagliano a programmare la loro vita, rimandando la felicità a un tempo futuro, come se la vita fosse una sorta di gioco ripetitivo. Invece la vita è preziosa, dura poco, occorre pertanto esserci ora e viverla subito. Ma non in termini goderecci da bohémienne. Stiamo semplicemente dicendo che la vita non può dipendere dal possesso di una cosa o dal cambiamento di una situazione. C’è anche un durante e se non si vive il “durante” si invecchia senza mai aver vissuto. Il proverbio “due cuori e una capanna” ci riporta a quanto detto sopra: le basi fondamentali di una vita serena non dipendono da cosa si possiede o da un cambiamento decisivo. Confondere un miglioramento con la vita di tutti i giorni è un errore che può costare caro.

Fare affidamento sulla fortuna. Sbagliato! Il principale fattore che influenza il successo di una persona è l’ambiente in cui cresce. Una persona può ritenersi sfortunata a essere nata in un posto piuttosto che un altro, ma se ha talento verrà comunque fuori da quella situazione. Altro aspetto: non esiste qualcosa che è meritato perché ci si è messa la sfortuna contro. E invocare una divinità o un santo in soccorso non cambierà di una virgola la situazione, tanto quanto bestemmiare e offendere Dio se le cose vanno male. Dipende tutto da te, non c’è un destino già scritto. Il solo fatto di poter pensare di fare una cosa e successivamente decidere di non farla, dovrebbe illuminarci abbastanza sul fatto che il Destino è una bella invenzione poetica e religiosa, che però non ha nulla a che vedere con una vita che – ridotta ai minimi termini – è solo un’aggressione di atomi in molecole che formano le cellule, che nascono, si riproducono e poi smettono di farlo.